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    Home»Speciale ottobre 2022»Basta guerre! Pace!
    Speciale ottobre 2022

    Basta guerre! Pace!

    Alessandro ColuccelliBy Alessandro ColuccelliOttobre 20, 20220 Views6 Mins Read
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    E ormai sono otto mesi di guerra, ce la raccontano in tutti i momenti, dalla televisione e dai giornali arrivano solo echi di bombe e devastazioni. E noi lì a guardare…questa della Ucraina…e tutte le altre?

    E allora ascoltiamo e riflettiamo su alcuni brani di storiche canzoni anti militariste e pacifiste, scritte e cantate da cinquanta anni ad oggi:

    Ancora una volta ci teniamo in disparte
    e guardiamo le famiglie crocifisse
    vediamo una ragazza madre dagli occhi assenti
    mentre guarda il suo debole bambino

    Giro il canale e un altro telegiornale che racconta, così semplicemente, come se non ci riguardasse

    Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi
    l’amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.
    Anche le colombe erano diventate falchi, gli alberi d’ulivo trasformati in croci.

    Foto libera da Pixabay

     

    Sembra, ma lo è, un bollettino quasi statistico, volgare, nessuna partecipazione al dramma

     

     

    Li han contati a migliaia donne, uomini e bambini
    la cultura e la miseria cancellate dalla terra.
    Anche gli uomini di Dio non han visto né sentito, hanno perso il coraggio di un messaggio di pietà.

    Alziamo la voce, il popolo, noi, la gente, perché i politici neanche si incontrano, i grandi del mondo parlano, vengono intervistati, noi ascoltiamo gli “esperti”, ma così sarà troppo tardi

    E quando i soldati bruceranno le loro uniformi in ogni paese,
    e le trincee ai confini saranno lasciate sguarnite –
    Generale, quando vieni per la rivista le truppe ti avran dimenticato,
    e uomini e donne della terra dovranno riposare.

    Credo sarebbe più che giusto! Perché andando avanti così, senza prendere coscienza e alzare la voce, noi i popoli della terra lo dobbiamo per noi, per i nostri figli e parenti, oggi nel frattempo se restiamo inerti

    Mentre il cannone lancia lampi nel cielo
    rullano tamburi, incalzano zampogne
    insieme nella polvere, sangue e sudore
    e cadono sull’erba mille bravi contadini

    Questo è quello che vediamo, dentro uno schermo, scritto su un foglio, ma allora ci riguarda di meno? Se continua così

    Vedremo soltanto una sfera di fuoco,
    più grande del sole, più vasta del mondo;
    nemmeno un grido risuonerà…

    Foto libera da Pixabay

    Il telegiornale apre con riprese aeree, certo ci sono dei piloti, dei soldati lassù, ma io credo che ognuno di loro

    Fuori nel mondo chissà dove o su nel cielo fra gli eterni eroi,
    ma nel fondo di un profondo eterno vive un uomo, vive il suo inferno.
    La sua bocca più non parla, le sue notti non le dorme più
    sta nascosto dietro il suo pensiero, muore un uomo, muore senza il vero.

    Certo, ognuno di loro è come uno di noi, solo che noi siamo seduti in poltrona

    Ma chi muore nella guerra è solo gente come me, da tutte le parti
    è sempre gente che non sa e tu che la sai lunga sulle cose della vita
    come un arbitro in panchina tu non giochi la partita e la decidi tu.

    Dobbiamo urlare che vogliamo la pace, in Ucraina e dovunque nel mondo, perché siamo

    come questi fiori alla tua porta, e note scarabocchiate sulla guerra.
    Diciamo solo che c’è poco tempo e c’è un lavoro da fare.  

    Guardando indietro nel tempo, noi che siamo nati dopo una guerra mondiale, purtroppo e con dolore ci siamo resi conto che

    No, io non credo che l’uomo potrà imparare
    a vivere senza ammazzare e che il vento mai si poserà.
    Ancora tuona il cannone, ancora non è contenta
    di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento.
    Ancora tuona il cannone, ancora non è contento,
    saremo sempre a milioni in polvere qui nel vento.

    Il passato non ci ha insegnato nulla e c’è il rischio che

    Ora il sole è finito all’inferno E la luna è sorta in alto
    Lasciatemi dare un addio Ognuno deve morire
    E ciò è scritto al di là delle stelle Ed in ogni linea della vostra mano
    Siamo stolti a fare la guerra Ai nostri fratelli in armi

    No! non deve essere così!

    Sono molti mondi differenti E milioni di soli differenti
    Ma abbiamo un solo mondo… Perché vivere divisi?

    Noi tutti ci dobbiamo impegnare in prima persona

    Perché il giudizio universale non passa per le case
    le case dove noi ci nascondiamo
    bisogna ritornare nella strada
    nella strada per conoscere chi siamo

    Questo i “grandi” della terra si dovrebbero chiedere

    Se non faremo attenzione al popolo ragionevole ed ai loro ammonimenti
    per i giorni che verranno
    Tutti saremo inceneriti Guerrieri del Sole.

    E allora forza, alziamo la voce, urliamo a queste persone

    Immagina non esista proprietà è meraviglioso se puoi
    non più povertà, avidità, fame
    una fratellanza d’uomini che unisca tutto il mondo

    Foto libera da Pixabay

     

    Facile, giusto, ma andiamolo a raccontare a quelle macerie che magari erano una scuola, dove studiavano e correvano bambini, tra i banchi dove

     

     

    In quei disegni senza più serenità
    niente aquiloni, solo amare realtà,
    niente più azzurri che colorano il cielo
    solo pastelli che sporcan tutto nero.

    E intanto gocciola il tempo e sembra privo di senso
    ma giù dal cielo una bomba cadrà sulla terra evaporerà
    il riso dei bimbi, il verde dei prati i sogni d’amore mai giocati.

    Non lo vediamo, ma forse su un quaderno, su un foglio di disegno c’era

    Sopra, sopra un palloncino rosso

    scrivi, scrivi a più non posso.

    Lascialo volare nel cielo blu,

    io la guerra non la voglio più.

    Voglio la pace non più la guerra

    Un girotondo intorno alla terra

    Voi Putin, Biden, Orban, Erdoğan, lo stesso Zelens’kyj sappiate che

    se non hai morale e se non hai passione se nessun dubbio ti assale
    perché la sola ragione che ti interessa avere è una ragione sociale
    soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
    non farla nel mio nome non farla nel mio nome
    che non hai mai domandato la mia autorizzazione
    se ti difenderai non farlo nel mio nome
    che non hai mai domandato la mia opinione

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Autore

    • Alessandro Coluccelli
      Alessandro Coluccelli

      Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

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