Close Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    ULTIMI ARTICOLI

    L’equo-solidale è donna

    Marzo 19, 2026

    Progettare e pianificare

    Marzo 19, 2026

    “Nouvelle Vague” di Richard Linklater. Un texano a Parigi

    Marzo 19, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    5 Settembre 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Demo
    • Chi Siamo
      • La nostra storia
      • L’associazione
      • La rete di tutti
      • I progetti della rete di tutti
      • Comitato promotore
      • La scommessa di Padova sullo sviluppo sostenibile
      • Le copertine
      • In redazione
    • Categorie
      • Categorie
        • Attualità
        • Beni culturali e turismo
        • Cooperazione internazionale
        • Culture
        • Diritti
      • Categorie
        • Eccellenze artigiane
        • Europa
        • Industria
        • Lavoro
        • Mondo
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Sanità
        • Società
        • Sport
        • Sviluppo sostenibile
      • Categorie
        • Terzo settore
        • TUTTI europa 2024
        • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Le Voci di Tutti
      • Categorie
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Finestra sul Brasile
        • Finestra sulla Francia
        • La nostra storia – Italia 2021
      • Categorie
        • La voce di Bruges
        • Lanterne sulle città
        • Lettere da Strasburgo
        • Passione architettura
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Storia e controstoria
        • Stroncature
        • TUTTI a tavola
        • TUTTI al cinema
        • TUTTI per Roma
      • Categorie
        • Un mondo da raccontare
        • Una finestra sul mondo
        • Uomini e capre
    • Speciali
      1. Speciale Carcere
      2. Speciale Europa
      3. Speciale Un anno di guerra
      4. View All

      La vergogna delle carceri italiane è un fatto, ma come combatterla?

      Gennaio 20, 2024

      I ragazzi di Montorio

      Gennaio 20, 2024

      ALCOR E MIZAR

      Gennaio 20, 2024

      Dolore e sofferenza nel periodo delle Festività

      Gennaio 20, 2024

      Federalismo pragmatico e federalismo ideale

      Maggio 11, 2022

      Contro il “pacifismo dei tranquilli”

      Febbraio 20, 2023

      Il tiranno Putin va sfidato col negoziato

      Febbraio 20, 2023

      Il 2022 che ha cambiato l’Europa

      Febbraio 20, 2023

      Italia, Europa, guerra in Ucraina: la politica-geo

      Febbraio 20, 2023

      L’armonia tra umani e intelligenza artificiale nelle traduzioni delle voci da Kiev

      Agosto 20, 2023

      La natura bistrattata si ribella

      Giugno 20, 2023

      La pacificazione afascista del governo Meloni

      Aprile 20, 2023

      Un massacro, non spunta la pace

      Febbraio 20, 2023
    • Contatta la redazione
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Voci da Kyiv (Kiev)»Ci hanno invaso…e ora?
    Voci da Kyiv (Kiev)

    Ci hanno invaso…e ora?

    Tetyana AndrianovaBy Tetyana AndrianovaDicembre 20, 20220 Views5 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Le prime parole sulla possibile invasione della Russia in Ucraina, le abbiamo sentite alla fine del 2021 come una minaccia imminente nel 2022. Nessuno ci credeva, lasciandosi guidare dal buon senso e logica, perché viviamo in un mondo civilizzato, nel XXI secolo, nell’epoca della digitalizzazione, dove le vite umane rappresentano la massima priorità, in uno Stato indipendente che dal momento della dichiarazione della propria indipendenza ha conosciuto uno sviluppo dinamico in linea con valori e standard europei.

    La mia famiglia
    Foto dell’autrice

    Io e mio marito siamo insieme ormai da 26 anni, dagli anni dell’università dove ci siamo laureati entrambi in legge. Abbiamo costruito insieme le nostre carriere, superando tutte le difficoltà e condividendo tutte le gioie, abbiamo un figlio di 15 anni e una figlia di 6. Io gestisco molti progetti di affari. Per un caso, in una grande holding dirigo il comitato di sicurezza aziendale, occupandomi della tutela delle attività da minacce interne ed esterne. Da anni io e il mio team di professionisti del settore sviluppiamo la politica e la metodologia di prevenzione da conseguenze negative di ogni rischio e minaccia che un’attività commerciale può incontrare. Ma un rischio come quello di una guerra su larga scala con un massiccio sterminio della popolazione e delle infrastrutture nessuno lo poteva immaginare, nemmeno teoricamente. Al momento di ricezione delle prime comunicazioni sulla possibile invasione della Russia non esistevano istruzioni pronte su come difendere le persone, procedure business, attivazioni aziendali. Agivamo a seconda della situazione. Nel gennaio 2022 abbiamo deciso, a titolo di misura preventiva, di fare una parziale rilocazione della nostra attività nell’Ucraina Occidentale. Ma, in fondo, nessuno di noi credeva che questo potesse accadere nella vita reale.

    Il mattino del 24 febbraio per ognuno dei 40 milioni degli Ucraini è iniziato con i suoni dei colpi missilistici per tutto il Paese. Questa terribile mattina resterà nella nostra memoria per tutta la vita, perché nel momento in cui abbiamo compreso che era iniziata la guerra tutta la nostra vita si è ribaltata sotto sopra. Tutto quello che avevamo creato, i nostri piani e le strategie per il futuro avevano perso ogni senso. Il compito ora era uno solo: sopravvivere e preservare almeno qualcosa.

    Al fronte con gli altri soldati-Foto dell’autrice

    Dopo aver svegliato i nostri figli quella mattina, io e mio marito esitavamo a comunicar loro la notizia sull’inizio della guerra. Ma non potevamo nasconderla da loro perché tutti i social erano oramai pieni di immagini di esplosioni che hanno tuonato in tutta Ucraina. Io e mio marito abbiamo diviso i ruoli: lui parla con il figlio da uomo spiegando la situazione, mentre io faccio una conversazione con la figlia. In questa situazione era difficile avere la padronanza di sé stessi, del proprio stato psichico, rendersi conto della situazione, ma mio marito ed io, facendoci animo e dopo aver parlato di tutti i pro e i contro, abbiamo deciso che io, da madre, dovrò provvedere alla sicurezza dei nostri figli, mentre il compito di mio marito sarà difendere il nostro Paese.

    A casa ma col pensiero al fronte-Foto dell’autrice

    Così, sin dai primi giorni mio marito si è arruolato da volontario, e io, dopo aver raccolto la nostra vita in pochi zaini, mi sono diretta con i ragazzi e la nostra cagnolina Ginger nell’ignoto a cercare un luogo sicuro per i nostri figli. Quando la fase dello choc è passata, quando tutti noi Ucraini ci siamo resi conto che era iniziata una nuova realtà, abbiamo iniziato a sviluppare il piano di partecipazione di ognuno nella preservazione e difesa della nostra Patria. Oltre al volontariato volto a provvedere ai soldati tutto il necessario a partire dalle divise militari fino all’acquisto di mezzi di trasporto, organizzavamo in modo attivo l’aiuto umanitario alle aziende sanitarie dove venivano trasportati i soldati feriti, alle madri e ai bambini nelle zone delle azioni militari. Come menzionato precedentemente, io gestivo alcuni progetti di affari che coinvolgevano grandi gruppi di persone. Col tempo abbiamo compreso che per poter preservare l’indipendenza del nostro Paese e difenderlo dall’aggressore, dobbiamo reggere anche il fronte economico, perciò dobbiamo fare il possibile per conservare le attività commerciali. Ogni attività commerciale è, per prima cosa, persone che ci lavorano. Così, abbiamo iniziato a svolgere incontri online, sviluppare progetti volti a sostenere lo spirito morale dello staff, abbiamo coinvolto psicologi corporativi per consulenze gratuite dei collaboratori, abbiamo svolto webinar su temi di attualità, ecc. Questo ha aiutato a stabilizzare lo stato di ogni membro del nostro team e dell’impresa in generale.

    Sono passati ormai nove mesi dall’inizio della guerra.

    Io e i miei figli ci troviamo lontano dalla nostra casa, e mio marito è sempre al fronte. Ogni sera non vediamo l’ora di sentire la sua telefonata, perché è tanto importante per noi lo stare insieme, parlare come prima di ciò che è accaduto durante la giornata, parlare dei risultati dei nostri figli, condividere i nostri piani, ma anche affliggersi per la guerra che è entrata nella nostra vita…

    È impossibile descrivere con le parole, quanto è difficile la fase della vita che stiamo vivendo, ma l’importante è non abbattersi e non arrendersi. La vita continua e noi sicuramente vinceremo e a gran voce tutti insieme festeggeremo la nostra vittoria!

     

    Foto di apertura del marito dell’autrice

    Autore

    • Tetyana Andrianova
      Tetyana Andrianova

      Amministratrice delegata di Octava Capital, Socia dirigente di Nota Group. Responsabile del Comitato per la politica di genere dell’Associazione Nazionale degli Avvocati dell’Ucraina / Ukrainian National Bar Association

      Coordinatrice di Women in Security presso ASIS International – Ukraine Chapter. Membro della direzione dell’Associazione dei professionisti della sicurezza aziendale dell’Ucraina

      Madre di due figli, il marito combatte al fronte dai primi giorni della guerra.

    24 febbraio 2022 invasione della Russia in Ucraina marito volontario al fronte
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Related Posts

    La mia promessa a Roman

    Marzo 19, 2026

    L’Italia — un Paese di persone dal grande cuore

    Marzo 19, 2026

    Dopo quattro anni non troviamo più le parole per esprimerci

    Febbraio 19, 2026

    Comments are closed.

    Demo
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022164

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    Adriano Olivetti: il sogno tradito di un’Italia leader nell’innovazione tecnologica

    Maggio 20, 202514

    Guerriglia e guerra senza quartiere

    Settembre 20, 202512
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Anime libere
    2 Mins Read

    L’equo-solidale è donna

    By Consuelo QuattrocchiMarzo 19, 20262 Mins Read0

    Sboccia lì nel profondo delle mie crepe, e scelgo me stessa intera, perché sono radice,…

    Progettare e pianificare

    Marzo 19, 2026

    “Nouvelle Vague” di Richard Linklater. Un texano a Parigi

    Marzo 19, 2026

    Una Repubblica fondata sui quiz

    Marzo 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Demo
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’equo-solidale è donna

    Marzo 19, 2026

    Progettare e pianificare

    Marzo 19, 2026

    “Nouvelle Vague” di Richard Linklater. Un texano a Parigi

    Marzo 19, 2026
    I PIU' VISTI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022164

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    Adriano Olivetti: il sogno tradito di un’Italia leader nell’innovazione tecnologica

    Maggio 20, 202514
    Tutti Europa ventitrenta © 2026 Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Home
    • Europa
    • Mondo
    • Attualità
    • Contattaci

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Login to your account below.

    Lost password?