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    TUTTI europa 2024

    Lo scandalo delle “finte” candidature – Il Parlamento Europeo come refugium peccatorum

    Daniele PotoBy Daniele PotoGennaio 20, 20240 Views3 Mins Read
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    "Constitution of the 9th legislature of the European Parliament" by European Parliament is licensed under CC BY 2.0.
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    La serietà dei partiti dovrebbe essere commisurata a un effettivo impegno per l’Europa. Che non sia un comodo approdo per politici in disarmo sul suolo patrio o soggetti da riciclare tra Strasburgo e Bruxelles solo per assicurare loro un caritatevole quanto ben remunerato futuro. È successo di tutto in passato. Con mandati interrotti dopo pochi giorni in ragione di un incarico ancora più allettante meglio se consumato in patria. Con l’assenteismo europeo che nel curriculum ben si omologava a precedenti assenteismi parlamentari con invereconde percentuali di astensioni dai lavori, con punte vicine al 100%. Ora in vista del prossimo appuntamento elettorale del vecchio continente il pericolo è ben altro visto l’acceso clima di concorrenzialità tra le varie coalizioni. Si rischia di ripetere una coazione già invalsa per le elezioni italiane. Sfumata l’ideologia (i comunisti e i fascisti teoricamente non ci sono più e tanti credono che destra e sinistra sono direzioni ormai vintage) il partito diventa personale.

    Foto di Alex Yomare da Pixabay

    Metto una bandierina del singolo come se ci si potesse fidare solo di una persona e non di un partito. Tanti presidenti di regione o sindaci sono stati eletti addirittura nascondendo il partito, preferendo affidarsi a liste civiche senza troppe etichettature. È il grado zero di una politica in cui il concetto di democrazia rappresentativa sembra ormai un guscio vuoto. Smantellato nei fatti il vincolo di mandato regna un trasformismo dove il presunto carisma del singolo trionfa. Ecco perciò nel guado Meloni e Schlein che sfogliano la margherita con il pensiero di qualche coagulante voto in più che possa far crescere il consenso in Italia. A rigore di logica nessuna delle due dovrebbe piazzarsi in lista. La prima ha il fardello Italia sulle spalle dove solo il 7,4 % del PNRR è stato speso. La seconda con un partito senza spina dorsale e senza personalità, un guazzabuglio poco frizzante di correnti diverse. Possiamo realmente pensare che Meloni e Schlein possano attivamente partecipare ai lavori del Parlamento Europeo?

    Il disinvolto leader maximo di questa disinvolta interpretazione del costume politico è stato senza dubbio a suo tempo Silvio Berlusconi: asso pigliatutto arraffa voti in tutte le circoscrizioni in un clamoroso precedente. Dietro questa sovraesposizione c’è quasi l’imitazione del culto della personalità alla Putin. Per gli elettori di Forza Italia il salto da Berlusconi a Tajani può essere brusco e persino traumatico. Anche Salvini senza troppi scrupoli a suo tempo fece il pieno di voti, rastrellando nelle Europee del 2019 quasi due milioni e mezzo di voti. Il leader in Europa cerca il plebiscito, la prova di forza. Con un senso del limite e forse l’imbarazzo per il precedente) Salvini perlomeno ci ha fatto sapere in anticipo che non si candiderà nel 2024.

    Il quotidiano Il Fatto ha calcolato comunque che nel 2019 ben 37 candidati presentatisi alle urne europee avevano già incarichi incompatibili con quello di parlamentare europeo.  Trattavasi di assessori e consiglieri regionali, deputati e senatori. Dunque un’incompatibilità in fieri, frustrata solo dalla mancata elezione. Ma uno sgarbo per gli elettori e un’offesa per la specificità dell’Europa. Tra gli specialisti di questa rincorsa alla poltrona una citazione ovvia spetta a Carlo Calenda nel cui vocabolario la parola “serietà” ha un’imbarazzante ripetitività. Ebbene, il figlio della Comencini nel 2019 con la maglia del Pd si era fatto eleggere in Europa per poi mollare partito ed Europa concentrandosi sul nuovo aggregato Azione per approdare in senato. Vi risparmiamo poi il matrimonio con Renzi e l’ennesima autonoma piroetta.

     

    Foto di apertura: “Costituzione della nona legislatura del parlamento Europeo” di European Parliament licenza CC BY 2.0.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    canditature elezioni europee del giugno 2024 Parlamento Europeo
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