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    Home»Speciale alluvione Emilia Romagna»Romagna nostra
    Speciale alluvione Emilia Romagna

    Romagna nostra

    Alessandro ColuccelliBy Alessandro ColuccelliGiugno 20, 20230 Views5 Mins Read
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    È così… ”Romagna mia” da sempre è Romagna nostra, insieme all’Emilia. Un unico grande cuore da sempre e  il brano fra poco compirà settanta anni. Voglio ricordarlo a un mese circa dalla tragedia, una alluvione incredibile che ha devastato più province, facendo danni immensi a persone, case, fabbriche, allevamenti e coltivazioni. Non voglio qui analizzare le cause, il cambiamento climatico o la portata dei fiumi, ma attraverso questa canzone testimoniare quanto questa musica è stata importante per questa regione e quanto lo è oggi, in queste settimane difficili, in cui persone arrivate da tutto Italia lavorano e aiutano a pulire e a sistemare case e strade intonando questo brano, per farsi forza e sentirsi ancora più vicini.

    Secondo Casadei – Foto pubblico dominio da wikipedia.org

    Questo brano fu scritto nel 1954 da Secondo Casadei, il capostipite della celebre famiglia e orchestra, violinista e musicista, colui che ha portato il liscio e la musica da ballare dovunque nel mondo, facendo apprezzare questo ballo che è il liscio romagnolo, un misto e una sovrapposizione di valzer, mazurka e polka, nato all’inizio del Novecento e che ha sempre seguito e accompagnato i momenti più importanti delle genti romagnole. Si balla quasi saltellando, tutto punta e tacco, un ritmo che per decenni ha significato per gli italiani e soprattutto gli stranieri la costa romagnola, il mare, le vacanze, la buona cucina con la piadina, le tagliatelle e l’allegria. E allora dentro c’è tutto: il ballo all’interno dei dancing, quello estivo in spiaggia, nelle feste di paese, con le esibizioni in costume e anche le gare di ballo.

    Come dicevo Romagna mia è stata scritta nel 1954 da Secondo Casadei, capostipite dell’Orchestra Casadei, ma acquisì successo e diffusione grazie ai turisti che affollavano le spiagge e alla radio, oltre agli emigranti, fenomeno diffuso tantissimo in quegli anni, che partivano per le miniere dell’Europa del nord o verso il Sudamerica e quel disco li faceva sentire meno soli e quasi ancora a casa. In effetti il primo titolo, a rimarcare l’attaccamento alle proprie origini, era “Casetta mia“, come ispirazione dell’amore per la sua casa di Gatteo a Mare, allora provincia di Forlì. Il caso vuole che Secondo fosse presso gli studi di registrazione dell’etichetta discografica La Voce del Padrone, gli fu chiesto un brano in sostituzione e dalla sua valigetta piena di spartiti saltò fuori “Casetta mia” che piacque subito al direttore artistico. Il brano trasmetteva semplicemente il grande amore per la propria casa e in termini più diretti l’amore per la propria terra e così avvenne il cambio del titolo. In quegli anni e fino al 1975, ovvero alla liberalizzazione della radio, in Italia la RAI aveva il monopolio delle trasmissioni radiofoniche, quindi in alternativa si ascoltavano le emittenti dei paesi confinanti, ovvero Radio Montecarlo, Radio Vaticana e Radio Capodistria – Koper, proprio quest’ultima lanciò il brano e fu subito un successo. Un programma, tanti della mia età lo ricorderanno, che si chiamava “Musica per voi”, lo mandava più volte al giorno. In più si stavano diffondendo i telefoni pubblici e nacque anche l’abitudine di telefonare e chiedere delle dediche, un altro successo immediato, tanta emozione nel richiederle con dedica e soprattutto, ascoltando la radio, nel riceverle.

    L’Orchestra Spettacolo Casadei nel 1970 – Foto pubblico dominio da wikipedia.org

    Mia moglie Nori, bolognese di nascita, ma cresciuta in Romagna, ha conosciuto sia Secondo che Raoul, il nipote che ha portato avanti la tradizione. Mi raccontava che da ragazzina, ogni sabato sera si accodava al papà carabiniere che, per lavoro, doveva svolgere servizio di sicurezza e controllo nelle balere del comune. In quelle occasioni, che erano l’unico svago nel piccolo paese di Sogliano al Rubicone (Forlì)  oltre ad imparare il ballo liscio, “obbligatorio” per un romagnolo, conosceva decine di orchestre che si esibivano a rotazione per tutto l’inverno. In estate tutto si spostava in riviera e si aspettava l’autunno per poter ricominciare a ballare. Bei ricordi !

    Il brano navigava sulle onde che toccavano le due sponde e sulle onde della radio, fino ai  juke box, altra nuova tecnologia, dislocati sui lungomare della riviera romagnola, fin nei cuori dei turisti, tanti tedeschi e dell’Europa del nord, per poi finire nei ricordi e come disco nelle loro valigie alla partenza per il ritorno  a casa. Il brano fu poi interpretato da tantissimi cantanti, anche stranieri, come Gloria Gaynor, ma anche Claudio Villa, Nilla Pizzi, Raffaella Carrà, Orietta Berti, Iva Zanicchi, Luciano Pavarotti.

    Allora intoniamola anche noi, col cuore e con la mente vicino ai nostri fratelli emiliani e romagnoli:

    Sento la nostalgia d’un passato
    Dove la mamma mia ho lasciato
    Non ti potrò scordar casetta mia
    E in questa notte stellata
    La mia serenata
    Io canto per te

    Romagna mia
    Romagna in fiore
    Tu sei la stella
    Tu sei l’amore

    Quando ti penso
    Vorrei tornare
    Dalla mia bella
    Al casolare!

    Romagna, Romagna mia
    Lontan’ da te
    Non si può star!

    Quando ti penso
    Vorrei tornare
    Dalla mia bella
    Al casolare!

    Romagna, Romagna mia
    Lontan’ da te
    Non si può star!

     

    Foto di apertura: Spiaggia di Rimini; sullo sfondo le colline romagnole e il promontorio di Gabicce – Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 3.0

    Autore

    • Alessandro Coluccelli
      Alessandro Coluccelli

      Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

    alluvione Emilia Romagna Casetta mia Orchestra Casadei Radio Capodistria Romagna mia Secondo Casadei
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