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    Home»Voci da Kyiv (Kiev)»“Кайся Каїне” – “Pentiti Caino”
    Voci da Kyiv (Kiev)

    “Кайся Каїне” – “Pentiti Caino”

    Viktor OshovskyyBy Viktor OshovskyyLuglio 20, 20230 Views3 Mins Read
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    "Bernardo di stefano rosselli, caino e abele, 1474, 01" by Sailko is licensed under CC BY 3.0.
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    [one_half]Кайся, Каїне. Кайся. Хоч пізно. Хоч марно –
    Все, що лишається. Все, що по тобі може лишитися
    Це каяття. Це спокута. Хоча, Я не вірю, що ти
    Здатний бодай на щось, окрім множення болю.
    Свого і чужого. Чужого – крізь свій першородний.

    Доводжу до відома, що не приймаю жертву твою.
    Авель вертається. Авель ще має роботи удосталь.
    Бо ти навіть руки свої споконвіку змити не годен.
    Я – ПОМИЛИВСЯ. Я – Саваоф. Бог твій прадавній,
    Що світло від тьми отділив. Що – тверді та води.

    Що сина послав тобі. Єдинородного. Щиросердного.
    Та не для того, аби на знамена здійняти підступно
    Заради крові живої, що, Каїне, ти тільки й ладен точити,
    Труїти, псувати. Ти – Ванько-Каїне, БІДА МОЯ нескінченна.

    Тож, Я відміняю тебе. Відзиваю. Відкликую. Від
    Земель моїх, вод моїх, світла мого. Слова мого –
    Ти не почуєш. Ти не побачиш. Це кажу Я – Саваоф.
    Бог твій прадавній. Старозавітний. Знову – НЕЩАДНИЙ.
    В темряві вічно забутий німий нерухомий конатимеш.
    Біль нескінчений. Туга. Тривога. Тоска. Без часу, без простору.

    Авеле, ти, що ошую від мене нині сидиш – підведися.
    Бачиш-но ген понад степом зоря. Ген зоря понад морем.
    То все твоє. Забирай. Доглядай. Опановуй. Офір не неси.
    Вдосталь було. Сина мого не забудь та всує не згадуй.
    Це кажу Я – Саваоф. Бог твій прадавній. Прости мене,
    ЯКЩО ЗМОЖЕШ.

    31/07/2022[/one_half]

    [one_half_last]Pentiti, Caino. Pentiti. Anche se è troppo tardi. È inutile.
    È tutto ciò che resta. Tutto ciò che può rimanere di te
    è il rimorso. È la redenzione. Anche se non credo che tu possa fare nulla,
    tranne che sconfiggere il dolore. Il tuo e quello degli altri.
    Quello di qualcun altro, attraverso il tuo.

    Ti comunico che non accetto il tuo sacrificio.
    Abel sta tornando. Abele ha ancora molto lavoro da fare.
    Perché non puoi nemmeno lavarti le mani dal passato.
    Sono io che ho commesso l’errore. Il vostro Dio di un tempo,
    che ha separato la luce dalle tenebre. Che è il creatore delle terre e delle acque.

     Che vi ha mandato un figlio. L’unico generato. L’unigenito.
    Ma non per innalzarlo come vessillo in nome del tradimento.
    Per amore del sangue vivo, che, Caino, sei pronto solo ad affilare,
    ad avvelenare, a rovinare. Tu sei Van`ka-Caino, la mia miseria infinita.

    Perciò ti cancello. Ti annullo. Ti elimino. Da
    Le mie terre, le mie acque, la mia luce. La mia parola.
    Non sentirete. Non vedrete. Sono io, il Signore degli eserciti, che parlo.
    Il vostro Dio di un tempo. Il Dio dell’Antico Testamento. Di nuovo – PIETOSO.
    Nelle tenebre, dimenticati per sempre, muti e immobili, soffrirete.
    Il dolore non avra fine. Il desiderio. L’ansia. Senza tempo, senza spazio.

    Abel, tu che sei seduto dall’altra parte di me, alzati.
    Vedi la stella sulla steppa, la stella sul mare.
    È tutta tua. Prendila. Prenditi cura di essa. Dominatela.
    Ne abbiamo avuto abbastanza. Non dimenticare mio figlio e non nominarlo invano.
    Io, il Signore degli eserciti, dico questo. Il tuo Dio di un tempo. Perdonami, SE PUOI.[/one_half_last]

     

    Foto di apertura: “Bernardo di stefano rosselli, caino e abele, 1474, 01” di Sailko licenza CC BY 3.0.

    Autore

    • Viktor Oshovskyy
      Viktor Oshovskyy

      Direttore del Centro medico “Uniclinica”, Vicepresidente dell'Associazione Ucraina di medicina basata sull'evidenza
      Autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche

      Durante la guerra - Coordinatore dell'iniziativa di supporto delle risorse per le forze mediche delle forze armate dell'Ucraina e le formazioni paramediche volontarie. I membri della famiglia dell'autore hanno incontrato personalmente la terribile tragedia "Holodomor" del 1932-1933

    Caino poesia
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