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    Varco attivo

    Carlo PantanellaBy Carlo PantanellaMaggio 20, 20240 Views4 Mins Read
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    L’abbiamo visto tutti. E tutti abbiamo pensato la stessa cosa.

    Sarebbe stato sufficiente scrivere VARCO APERTO oppure VARCO CHIUSO: tutto chiaro e istintivo (non è che quando guidi ti puoi fermare per risolvere una rompicapo).

    Perché? Perché inventarsi un termine che ovviamente trae in inganno molta gente?

    La risposta è semplice: siamo schiavi di burocrati intoccabili, per loro usare un termine chiaro e semplice è una sorta di diminutio.

    Ho fatto una cosa molto semplice: ho chiesto lumi a chi ha il compito istituzionale di sorvegliare la nostra lingua: questa è la risposta che mi hanno gentilmente fornito. E hanno fatto pure in fretta

     

    Alla fine del 2007 (il 23 dicembre) il Comune di Roma ha inaugurato un nuovo sistema di avviso per gli automobilisti nei punti di ingresso alla zona a traffico limitato (Ztl) del centro. In aggiunta ai tradizionali cartelli in cui sono indicati gli orari di chiusura delle strade del centro al traffico non autorizzato, sono stati posizionati dei pannelli luminosi che, attraverso un messaggio variabile, avvisano riguardo allo stato di funzionamento della telecamera che registra gli ingressi in Ztl: il messaggio che appare sul pannello dovrebbe quindi avere la funzione di comunicare all’automobilista se gli “occhi elettronici” delle telecamere che presidiano l’area sono accesi (e quindi chi non è autorizzato ed entra è multabile) o invece se non sono attivi e quindi il passaggio è libero per tutti.


    Sull’esempio di Roma molti altri comuni italiani (sicuramente Firenze ma poi anche Brescia, Bergamo, Genova, Milano, e molte altri) hanno adottato lo stesso sistema e anche lo stesso messaggio: è infatti proprio il testo di avviso che appare sui pannelli luminosi ad aver suscitato accese discussioni, quando non vere e proprie controversie amministrative (in seguito all’inevitabile conseguenza delle multe).

    Il messaggio incriminato è “VARCO ATTIVO” e il suo corrispondente opposto “VARCO NON ATTIVO” (si registra anche “VARCO PASSIVO a Bergamo). Con questa dizione si è inteso sintetizzare lo stato di ciascun varco elettronico (locuzione, questa, registrata negli aggiornamenti 2003 del GRADIT e datata al 1999 con attestazione su «Quattroruote») di ingresso alla Ztl, con riferimento al controllo, attivo o non attivo, della telecamera. Una dizione eccessivamente ellittica dal punto di vista linguistico che presuppone che tutti conoscano bene il funzionamento della Ztl e delle telecamere messe ai varchi: non sono infatti i varchi, cioè i ‘passaggi’ a essere attivi o non attivi (eventualmente si sarebbero potuti definire come “aperti” o “chiusi”), ma gli strumenti di controllo dei varchi stessi. È vero che nel sito dell’Atac (l’azienda che gestisce i varchi della Ztl di Roma), al momento dell’attivazione di questo sistema di controllo, si trovava una spiegazione abbastanza chiara del significato di Varco Attivo e Varco non Attivo («Se sul pannello compare il messaggio “VARCO ATTIVO”, l’accesso è consentito solo ai veicoli autorizzati ad entrare nella Ztl; se al contrario il messaggio è “VARCO NON ATTIVO”, l’accesso è consentito anche ai non autorizzati», la pagina attualmente non è più attiva), ma è anche vero che l’avviso pubblico dovrebbe proprio svolgere la funzione di comunicare direttamente, senza implicare ulteriori approfondimenti da parte del cittadino. Del resto, è stata più volte rilevata l’oscurità degli avvisi pubblici italiani: manca sicuramente in Italia una tradizione di comunicazione pubblica sintetica ed efficace e spesso la difficoltà nel formulare testi simili, ha portato a introdurre formule burocratiche e termini molto specialistici (solo per fare alcuni esempi, l’incriminata, a suo tempo, obliterazione e poi il recente titolo di viaggio per indicare il ‘biglietto’).

    Questa dizione varco attivo era però già stata utilizzata, prima del dicembre 2007, sicuramente a Ravenna dove troviamo traccia di proteste da parte di varie associazioni di cittadini che hanno richiesto la riformulazione dei messaggi (ad esempio la Confesercenti ha fatto notare che “forse da un punto di vista psicologico la parola attivo induce a proseguire mentre sarebbero state più appropriate espressioni negative e di divieto”).

    Forse anche in seguito alle proteste dei cittadini e agli inevitabili fraintendimenti, che proprio la comunicazione pubblica avrebbe il compito di evitare, alcuni comuni hanno modificato i messaggi di segnalazione degli ingressi alla Ztl controllati elettronicamente: è del 21 ottobre 2009 l’iniziativa del Comune di Firenze di aggiungere un altro pannello luminoso con le diciture, in italiano e in inglese, “accesso solo autorizzati” o “accesso libero”. Questi messaggi sono resi ancora più espliciti dalla presenza di una luce rossa o verde con lo scopo di agevolare i conducenti nella lettura della cartellonistica della Ztl informandoli, in modo immediato, se l’accesso alla zona a traffico limitato è consentito a tutti oppure ai soli autorizzati.

    È vero che sono passati un po’ di anni dall’installazione dei primi varchi elettronici e che molti cittadini sono stati tratti in inganno dai messaggi troppo ellittici, ma la tendenza degli ultimi mesi sembra quella di trovare soluzioni per una comunicazione più chiara ed efficace.

     A cura di Raffaella Setti
    Redazione Consulenza Linguistica
    Accademia della Crusca

    Autore

    • Carlo Pantanella
      Carlo Pantanella

      Laureato in Economia e Commercio « cum laude » all’Università La Sapienza nel 1982. Già membro del Consiglio Regionale Confindustria Lazio. Già Vicepresidente AISCRIS, “Associazione Nazionale Consulenti per l’Innovazione e lo Sviluppo” aderente a FITA CONFINDUSTRIA. Capitano in Congedo dell’Arma dei Carabinieri, doppiatore e Speaker TV.

    Raffaella Setti Traffico ZTL
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