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    Voci da Kyiv (Kiev)

    Voglio tornare a casa e rivoglio la mia casa

    Iryna MedvedBy Iryna MedvedGiugno 20, 20240 Views7 Mins Read
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    “Valeria Sydorova camminava verso il posto di frontiera russo, con i nervi tesi per la vicinanza del suo obiettivo: tornare a casa. La diciassettenne aveva ripulito il suo telefono da tutto ciò che i russi avrebbero potuto ritenere sospetto, aveva viaggiato da sola per centinaia di chilometri e ora si trovava a poca distanza dall’Ucraina…”.

    Questo è l’incipit di un recente articolo del WSJ intitolato “I bambini rubati in Ucraina lottano per tornare a casa“.

    È solo una delle decine di pubblicazioni sui media di tutto il mondo che parlano di bambini sottratti con la forza dai territori occupati dalla Russia e la ragazza è solo una delle decine di migliaia di bambini e ragazzi in queste condizioni.

    Valeria è riuscita a tornare a casa, così come un’altra 17enne, Ilona, precedentemente deportata illegalmente in Russia. L’adolescente è stata restituita alla sua famiglia in Ucraina, come ha riferito l’organizzazione di beneficenza “Save Ukraine” il 9 giugno scorso, anche se purtroppo è un’eccezione fra tanti casi simili  .

    Il I giugno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’infanzia. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario del primo importante passo verso l’affermazione dell’idea che i diritti dei bambini devono essere protetti (nel 1924, la Società delle Nazioni adottò la Dichiarazione di Ginevra sui diritti del fanciullo).

    Questa celebrazione ha un significato particolare in Ucraina oggi. Molti bambini e i loro genitori sono stati costretti a fuggire dalle loro città e dalle loro case, mentre quelli che vivono nelle aree vicine alle linee del fronte e ai territori occupati sono costantemente esposti al pericolo.

    Secondo le autorità ucraine, al momento (14 giugno 2024) 1.378 bambini sono stati feriti, 551 uccisi, 2005 dispersi, 19.546 deportati e/o sfollati con la forza.

     

    Le informazioni aggiornate e consolidate sono disponibili su “I BAMBINI DELLA GUERRA“, il portale statale per i bambini scomparsi e sfollati. Gli indicatori quantitativi sono aggiornati quotidianamente dalle forze dell’ordine (Polizia nazionale dell’Ucraina, Ufficio del Procuratore generale e Ufficio nazionale di informazione).

    Durante la guerra russo-ucraina, la Russia ha portato con la forza quasi 20 mila bambini ucraini (identità verificate, le cifre reali sono indubbiamente molto più alte) in aree sotto il suo controllo, ha assegnato loro la cittadinanza russa, li ha adottati con la forza in famiglie russe e ha creato ostacoli per il loro ricongiungimento con i genitori e la patria.

    Il 12 giugno 2024, la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione di Jake Sullivan sui crimini russi contro i bambini ucraini. Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha dichiarato di essere “a conoscenza di nuove e credibili notizie secondo cui le autorità russe stanno inserendo i bambini ucraini rapiti nei siti web russi dedicati alle adozioni”. Ha definito tale comportamento “spregevole e spaventoso”.

    Questa è stata la reazione ai risultati di un’indagine approfondita, pubblicata dal Financial Times lo stesso giorno. Il quotidiano britannico ha identificato i bambini rapiti confrontando le fotografie di un database ufficiale di bambini ucraini scomparsi con i profili pubblici di bambini in adozione in Russia, utilizzando uno strumento di riconoscimento delle immagini. I giornalisti hanno esaminato di persona le potenziali corrispondenze, per selezionare quelle che potevano essere veritiere. A causa dei nomi e delle età false che erano stati dati ai bambini, sarebbe stato difficile trovarli in altra maniera.

    Secondo un’indagine, i bambini ucraini rapiti e portati in Russia nei primi mesi dell’invasione del Cremlino nel 2022 sono stati dati in adozione dalle autorità, in alcuni casi con una falsa identità russa. Il Financial Times ha identificato e localizzato quattro bambini ucraini sul sito web delle adozioni collegato al governo russo. Uno dei bambini è stato mostrato con un nuovo nome russo e un’età diversa dai documenti rilasciati dal governo ucraino. Un altro bambino è stato mostrato con una versione russa del suo nome ucraino. Non è stata fatta alcuna menzione del background ucraino di nessuno di questi bambini. I tutori dei bambini e le autorità ucraine non sapevano dove si trovassero.

    Altri diciassette riscontri identificati dal FT sul sito web delle adozioni sono stati confermati anche in un’altra grande inchiesta del New York Times.

     

    I russi dicevano che mia madre non aveva bisogno di me e perciò sarei stato consegnato ad una famiglia affidataria in Russia.

    OLEKSANDR, 12 MARIUPOL*

     

    Ci dissero che saremmo stati adottati, che avremmo avuto dei tutori. Quando ci dissero per la prima volta che saremmo rimasti a lungo, tutti iniziammo a piangere.

    DASHA, 13 KHERSON*

     

    Volevo scappare attraversando il cortile, ma temevo mi sparassero.  Sono stato costretto a salire con loro nel camion, ero davvero spaventato.

    ARTEM, 13 KHARKIV*

     

    Nonostante avessi una ferita grave, nell’ospedale cercarono comunque di trasformarmi in una sorta di strumento di propaganda. Mi hanno insegnato a scrivere in russo e un giorno il mio medico è venuto e mi ha detto: “Ora non dirai ‘Gloria all’Ucraina’ ma ‘Gloria all’Ucraina come parte della Russia’”.

    ILLIA, 11 MARIUPOL*

     

    Ci hanno obbligati a cantare l’inno nazionale [russo], soprattutto quando sono venuti per effettuare un’ispezione.

    DAYANA, 14 KHERSON*

    * dichiarazioni tratte dalle interviste dei ragazzi ritornati in Ucraina

     

    Alcune storie personali dei bambini rapiti si possono leggere sul portale statale “I bambini della guerra”.

    I bambini rapiti sono stati sottoposti a russificazione e “rieducazione” come parte della politica russa volta a cancellare la loro identità ucraina.

    Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, coloro che vivono sotto l’occupazione russa hanno rischiato brutali rappresaglie per aver cercato di continuare ad impartire l’istruzione ucraina; alcuni genitori hanno scelto di nascondere i propri figli per evitare che vengano portati in istituti di “rieducazione”, che vengano adottati in Russia o che vengano iscritti con la forza in scuole che operano secondo il programma russo, come dimostrato dalla recente ricerca di Amnesty International.

    In precedenza, un rapporto del Laboratorio di Ricerca Umanitaria di Yale è stato pubblicato negli Stati Uniti e descriveva la rete di decine di campi di “rieducazione” russi, finalizzati a trasmettere ai bambini ucraini opinioni filo-russe, alcuni bambini erano detenuti a tempo indeterminato.

    Abbiamo già toccato questo argomento in precedenti numeri di questo foglio.

    Di conseguenza, la protezione dei bambini è diventata una delle questioni più urgenti nel mio Paese.

    Ma anche se la guerra finisse domani e tutti i bambini rapiti tornassero in Ucraina, in molti luoghi non ci sarebbe nessuna casa a cui tornare. Il 3 giugno 2024 il New York Times ha pubblicato un’inchiesta senza precedenti dedicata alla guerra in Ucraina: “What Ukraine Has Lost – Quello che l’Ucraina ha perso”.

    Giornalisti ed esperti hanno analizzato tutti gli edifici dell’Ucraina danneggiati o distrutti dall’attacco russo nei due anni. Utilizzando un’analisi dettagliata di anni di dati satellitari, hanno sviluppato un registro di ogni città, di ogni strada, di ogni edificio che è stato fatto a pezzi.

    Ecco una delle affermazioni. “La portata (della devastazione) è difficile da comprendere. Sono stati distrutti più edifici in Ucraina che se ogni edificio di Manhattan fosse stato raso al suolo quattro volte. Posti dell’Ucraina, distanti centinaia di chilometri l’uno dall’altro, sembrano Dresda o Londra dopo la Seconda Guerra Mondiale”.

    Sono stati distrutti: 210.000 edifici, tra cui 709 scuole, 106 ospedali e 109 chiese.

    Queste stime sono prudenti, ammette la pubblicazione, la vera portata della distruzione è probabilmente ancora più grande e continua a crescere.

    Sapete qual è il modo più semplice per far piangere una persona? Fargli ricordare la propria città e la propria casa.

    Iryna Hrushkovska di Marinka*

    *Marinka era una cittadina nell’Ucraina orientale, ora completamente devastata.

    La Giornata Internazionale dell’infanzia è un’occasione per ricordare al Mondo che ogni bambino ha diritto a un’infanzia sicura e felice.

    Abbiamo bisogno del VOSTRO SOSTEGNO per aiutare i bambini ucraini ad avere almeno la loro infanzia.

    Autore

    • Iryna Medved
      Iryna Medved

      Università Economica Nazionale di Kyiv, Istituto Giuridico – 20 anni di esperienza nell’insegnamento, Vice Capo della Cattedra di Regolamentazione Giuridica dell’Economia (2004-2007)

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