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    Home»Stroncature»La critica? Non pervenuta
    Stroncature

    La critica? Non pervenuta

    Daniele PotoBy Daniele PotoGiugno 20, 20250 Views3 Mins Read
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    Non occorre una Guia Soncini per scoprire che la critica sta compulsando i suoi ultimi pallidi bagliori prima della definitiva sparizione. Alcuni episodi diretti tristemente me lo confermano. Abrogazione in ogni campo: sport, cinema, teatro, per non parlare del mesto scenario della politica. Mi soffermo su un campo, appunto il teatro. Presentazione della stagione del più importante Teatro Romano, l’Argentina, stabile sostenuto con larghe provvidenze. Anzitutto il concetto di conferenza stampa è stravolto perché sono invitati gli abbonati. Dunque platea completamente riempita e accesso ai palchi. Più di duecento presenti. Talmente tanti che qualcuno dei maggiorenti in platea suggerisce timidamente ma neanche tanto: “Forse la prossima volta faremo pagare il biglietto”. Lassù ci raccontano amene apparenze di verità. Si nega il consociativismo che ha promosso al vertice il rappresentante del centro sinistra (Siciliano) e il direttore artistico di destra De Fusco. Mediati dalla nascita di una Fondazione, mossa obbligata per uscire dall’impasse.

    Si annuncia l’ulteriore rinvio dell’apertura del Teatro Valle. E qui si aprirebbe una lunga e dolorosa parentesi perché agli sloggianti occupati della struttura fu promessa, in cambio della cessione dello stabile, una pronta ristrutturazione. In realtà sono passati dieci anni da quei fasti occupativi e poco o nulla è successo. Il Valle doveva riaprire già in questa stagione teatrale ma si annuncia l’ennesimo rinvio al settembre 2026. E’ il terzo aggiornamento dell’ora ics. Il presidente della Regione Rocca si spinge anche più in là auspicando che anche il teatro Eliseo possa rientrare sotto l’ombrello egida dello Stabile di Roma e smentisce di aver mai voluto fare un favore al fallimento pilotato di Luca Barbareschi. Come si sa il prestigioso teatro romano ora è affittato per ricevimenti e cerimonie senza che nessuno muova un dito per riaprirlo. Di tutto ciò sembra godere solo un homeless che ha stabilito il proprio domicilio non provvisorio sotto l’insegna del teatro, al riparo dalla pioggia. Nell’incontro si certifica che si è sulla buona strada per risolvere il problema del precariato dei lavoratori ma che non è stato ancora messo nero su bianco. Ai punti dolenti aggiungerei per esperienza personale che il Teatro Argentina non si rende disponibile all’utenza per prenotazioni telefoniche. Se vuoi acquistare un biglietto devi ricorrere alle famigerate ticketerie che aumentano il prezzo reale del biglietto o ricorrere addirittura al bonifico che non garantisce il controllo  sulla scelta del posto.

    Inoltre l’Argentina e i suoi derivati (India e Torlonia) non partecipano all’iniziativa promozione Vivi Cinema e Teatro perché appartengono a un servizio pubblico che curiosamente si offre alla sussistenza del privato, nello strano spirito della promozione decisa dal sindaco di Roma e Gualtieri e dal suo attuale assessore alla cultura Smeriglio. Un’ora e mezzo di discorsi e belle promesse. Poi arriverebbe l’ora delle domande. E si fa un silenzio assordante mentre i maggiorenti già si alzano e si preparano ad andare a pranzo. In extremis una mano si alza e un quesito si palesa. “Perché ci viene proibito di abbracciare gli artisti sul palco?”. È una fan che muove il quesito certamente non giornalistico, certamente marginale, una fedelissima dell’Argentina. E la stampa che pure avrebbe argomenti a iosa per stimolare i responsabili? Assente, latitante, non pervenuta? Il giorno dopo compariranno articoli tutti eguali simili a veline. Qualche collega si è anche risparmiato di venire, tanto un comunicato stampa sistema lo scibile.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    Cinema critica Teatro
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