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    Voci da Kyiv (Kiev)

    Ordinario terrore

    Natalya YaremchukBy Natalya YaremchukGiugno 20, 20250 Views4 Mins Read
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    foto di Ganna Aibetova, Unsplash
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    La Russia bombarda le città ucraine costantemente e senza pietà da tanto tempo.

    Tutti questi attacchi restano impuniti per Putin. Il mondo non reagisce e l’Ucraina non ha sufficienti difese aeree per proteggere la sua popolazione.

    Di recente i Servizi di Sicurezza ucraini hanno condotto un’operazione senza precedenti, a seguito della quale i bombardieri strategici russi sono stati distrutti SENZA ALCUNA VITTIMA CIVILE. Sono stati distrutti gli aerei, CON I QUALI LA RUSSIA BOMBARDA COSTANTEMENTE gli ucraini.

    La Russia lo ha definito un atto terroristico e ha risposto intensificando i bombardamenti sui civili ucraini nelle regioni più vulnerabili.

    Il leader americano ha affermato: “They gave the reason to bomb” (“Hanno dato loro la ragione per bombardarli”).

    Non è così! Non sono stati gli ucraini a fornire un “motivo” a Putin, è stato il leader americano a cercare qualsiasi ragione per giustificare la sua totale incapacità.

    Dovremmo semplicemente iniziare a chiamare le cose con il loro nome.

    Intanto gli ucraini continuano a vivere in condizioni di ordinario terrore. Vivono contro la volontà di Putin e l’ignoranza di Trump. “Si vegliano” dopo una notte insonne e vanno al lavoro. Si godono un caffè e il profumo delle peonie.

    Qui di seguito vi proponiamo alcuni brevi schizzi della vita di Kyiv.

    Iryna Medved

    (relitto di un drone russo fra le peonie; foto dell’autrice)

    All’inizio ho pensato fosse un ramo di un albero…

    Poi ho capito che era un pezzo di shahed, che si era impigliato tra le foglie di una peonia.

    Ho guardato la peonia bianca nel mio giardino e col pensiero l’ho incoraggiata a non spezzarsi finché non l’avrei liberata.

    Ho preso in mano questo brandello fatto di fili e plastica avvertendo l’odio implicito di cui la spazzatura è permeata.

    L’ho sentito solo per un istante, e poi sono stata avvolta da una nuvola dell’incredibile aroma della peonia, che ha raddrizzato con prontezza il suo stelo ed ha iniziato a dondolare il suo bocciolo lussureggiante.

    ***

    Oggi i profumi di gelsomino ed erbe di giugno a Kyiv hanno sfumature di bruciato e cenere.

    Qualcosa scricchiola sotto le ruote dell’auto e bisogna guardare con attenzione la strada, guidando tra i grossi pezzi informi dei residui dell’attacco notturno degli orribili moscoviti.

    Le rotaie storpiate della metropolitana sono accuratamente recintate e un gruppo di uomini dai volti seri stanno facendo magie tra i binari.

    Sono solo le sette del mattino e il traffico è già congestionato. Niente potrà mai cambiarlo!

    Kyiv si affretta al lavoro.

    Oggi siamo tristi. No, non perché siamo stati bombardati dai mostri russi, ma perché tutti sanno già degli operatori morti del Servizio di Protezione Civile Nazionale e ognuno – ne sono sicura – ognuno ora ha una preghiera nel cuore per loro, che salvano vite umane, sia al fronte, sia nelle città e nei paesi dell’Ucraina permeati da quel persistente odore: l’odore di gelsomino, erbe, bruciato e cenere, tutto insieme.

    ***

    Ho fermato la macchina vicino all’asilo e ho sentito la maestra chiedere ai bambini:

    — Allora, vi comporterete bene oggi? E immagino che dormirete tutti nel pomeriggio?

    Spengo il motore, mi strofino gli occhi stanchi, mi guardo allo specchio e per qualche motivo sorrido.

    Nello specchietto retrovisore della macchina si riflettono bidoni della spazzatura, del tutto vuoti, puliti e lucidati. [L’autrice intende che, nonostante i bombardamenti notturni, tutti i servizi comunali funzionano e persino la spazzatura dai bidoni è stata portata fuori in tempo]

    “Te lo puoi sognare, razza demoniaca, te lo puoi sognare!”

    ***

    (Kyiv; foto di Alexander Chernitsky)

    Kyiv non è in fiamme.

    Kyiv non sta bruciando.

    Kyiv è sopravvissuta a un altro bombardamento notturno da parte di coloro che non sono umani.

    Kyiv vive e si rende conto del duro lavoro che i migliori figli e figlie dell’Ucraina stanno attualmente facendo in prima linea.

    Kyiv è stanca dopo una notte difficile.

    Però…

    Kyiv sente il canto degli uccelli.

    Kyiv vede le incantevoli piramidi dei suoi castagni.

    Kyiv beve il caffè del mattino.

    Kyiv si sta preparando per andare al lavoro.

    Kyiv odora di erba appena tagliata e pioggia.

    Kyiv, col pensiero, è al fianco di Zaporizhia, Kharkiv, Dnipro, Starokostyantyniv, Chernihiv, Sumy, Kherson, Kostyantynivka, Ternopil, Uzhgorod, Odessa e di altre città dell’Ucraina ferite dai bombardamenti.

    Kyiv sa che è l’Ucraina. Lo è stata, lo è e lo sarà!

    Autore

    • Natalya Yaremchuk
      Natalya Yaremchuk

      Nata e residente a Kyev. È ostetricia-ginecologa con più di trenta anni di esperienza professionale. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Psicologiche. È componente dell'ONG "Girls" (associazione che si occupa di informare le ragazze adolescenti sulla futura maternità). È moglie, madre, nonna e volontaria. Dall’inizio della guerra lavora come medico e tiene anche conferenze educative rivolte alle donne sfollate. Tra gli hobby c'è anche la scrittura; è autrice di due libri.

    guerra in Ucraina Kiev Kyiv
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