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    Home»Mondo»Via le maschere all’ICE
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    Via le maschere all’ICE

    Domenico MaceriBy Domenico MaceriFebbraio 19, 20260 Views4 Mins Read
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    “Non mi piacciono le maschere… ma questi uomini e donne devono proteggersi”. Così Tom Homan, consigliere alla Casa Bianca, il cosiddetto “zar delle frontiere”, per giustificare la copertura del volto degli agenti dell’Ice. I democratici non la vedono così e hanno votato contro la legge del bilancio causando un secondo shutdown, una paralisi di bilancio ai servizi non essenziali del governo, richiedendo il divieto dell’uso delle maschere.

    La copertura del volto da parte delle forze dell’ordine può essere giustificata in alcune situazioni che includono motivi sanitari, protezione dal freddo, e in alcune operazioni speciali per motivi di sicurezza. È la questione di sicurezza degli agenti che viene usata per giustificarne l’uso. Il Department of Homeland Security sostiene che gli agenti sarebbero in pericolo se il volto degli agenti fosse scoperto perché potrebbero essere identificati mediante il doxxing, la pratica di pubblicare su Internet informazioni private o identificative su individui, mettendo in pericolo la loro sicurezza e potenzialmente quella dei loro familiari.

    Questa pratica del doxxing già avviene, sfortunatamente, con giudici, politici, giornalisti, ed altri individui. Ciononostante, la stragrande maggioranza delle forze dell’ordine, da poliziotti locali, statali e anche federali non usa maschere. Quelli in divisa possono essere identificati dai loro badge e quelli in borghese sono tenuti a esibirli per stabilire la loro legalità mentre svolgono i loro compiti. Gli agenti dell’Ice non lo fanno. Si vedono nei filmati armati fino ai denti con le loro maschere. In non pochi casi non si identificano nemmeno quando sono pressati e danno l’impressione di essere criminali che rapiscono persone dalle strade, detenendole, e in molti casi trasferendole immediatamente in altri Stati o trattenendole in centri dove, secondo diverse denunce, non vengono sempre rispettati i requisiti legali e umanitari. In effetti, l’uso delle maschere da parte dell’Ice li avvicina ad altri che commettono reati. Questi includono il Ku Klux Klan e i rapinatori di banche.

    L’anonimato può aumentare l’aggressività e ridurre il senso di responsabilità personale e difatti alcune dichiarazioni dell’amministrazione Trump confermano i loro comportamenti. Il vicepresidente Usa J. D. Vance ha persino dichiarato falsamente che hanno “assoluta immunità” dopo l’uccisione del poeta Renée Good in Minnesota. Ha seguito l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti, confermando che nemmeno quella di Good poteva imporre limiti al loro modo di operare.

    Il contrasto visivo dei filmati con gli agenti dell’Ice, con tenute militari, che strattonano e malmenano individui armati solo di telefonini, hanno cambiato la percezione degli americani. L’84 percento crede che gli agenti dell’Ice debbano fare uso dei body cams, dispositivi di registrazione video indossabili sulla divisa o corpo (Economist/YouGov). L’80 percento crede che gli agenti debbano identificarsi (Harvard/Harris). E il 61 percento crede che non dovrebbero coprirsi il volto (Pew Research Center).

    Gli americani sono dunque dalla parte dei democratici e i sondaggi in caduta libera di Trump (36 percento approva il suo operato, secondo l’Associated Press/NORC). Il presidente ha riconosciuto che la situazione non gli è favorevole e ha suggerito che ci vuole “un soft touch” (un tocco soffice) per gestire l’immigrazione. Difatti, il numero di agenti di Ice e della Guardia di Frontiera in Minnesota è stato ridotto da 3.000 a 2.300 unità.

    Oltre all’eliminazione delle maschere dagli agenti dell’Ice e delle guardie di frontiera i democratici richiedono che per entrare in proprietà private sia necessario un mandato giudiziario non quello amministrativo attualmente usato. Si tratta di rispettare il Quarto Emendamento della Costituzione che protegge le persone da perquisizioni e sequestri irragionevoli da parte del governo. I repubblicani hanno la maggioranza in ambedue le Camere legislative ma al Senato vige il filibuster, ossia il requisito del 60 percento dei consensi per procedere ai voti. I democratici hanno 47 dei 100 seggi al Senato e votando compatti possono bloccare l’agenda repubblicana. Terranno duro o alla fine si accontenteranno di qualche briciola per arrendersi.

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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