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    Home»Sviluppo sostenibile»Il post Covid e i buoni propositi
    Sviluppo sostenibile

    Il post Covid e i buoni propositi

    Nunzio IngiustoBy Nunzio IngiustoGennaio 18, 20210 Views3 Mins Read
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    Photo by Edwin Hooper on Unsplash
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    Foto di Edwin Hooper on Unsplash

    Non sarà facile, ma bisogna crederci. Il post 2020 – anno Covid che vogliamo dimenticare – potrà condurci ad una ripresa qualitativa delle relazioni sociali. Qualitativa?  Si, nel senso che se una pandemia è scoppiata per cause tuttora incerte o in discussione, è ora che si dia più peso ad una socialità diversa. Più sostenibile, meno ansiogena, più rispettosa dell’ambiente e delle buone pratiche. Ciascuno può fare in proprio, la salute ne avrà beneficio. E se Greta Thunberg dal suo angolino svedese – piaccia o no – ha mobilitato pour cause milioni di giovani in tutto il mondo, vuol dire che si può fare.

    Photo by Giacomo Carra on Unsplash

    Salvare il pianeta è un problema di tutti, e spesso il pianeta è la strada di casa, la piazza del paese, il parco e l’arenile così amati, l’angolo del condominio. A correggere comportamenti ed errori si fa sempre in tempo, purché si abbia voglia di farlo. Il 2021, dunque, anno di buoni propositi. A tutti i livelli e meglio se ci sono esempi da seguire.

    La politica, la finanza, le élites, incartate tra sogni e propaganda si schierino, scelgano da che parte stare. Credere di essere dalla parte giusta ignorando completamente l’altra, è una superbia non più consentita. La tortuosa svolta green mondiale porta con sé i segni di disuguaglianze, ingiustizie, sprechi intollerabili. Per chi ancora non ha dimestichezza con questo genere di azioni o stenta a cominciare, Greenpeace ha suggerito 5 buoni propositi. Azioni da mettere in campo subito, da quest’anno. Si inizi con investimenti etici, con soldi che non mortifichino ancora territori, risorse, persone.

    Photo by Elena Mozhvilo on Unsplash

    La pandemia ci ha segnati, ma se destinassimo i fondi investiti in armamenti e nelle attività ambientalmente dannose per rafforzare invece il sistema di welfare e sanitario, non sarebbe più efficace? E perché non sfidare l’Europa con un piano nazionale di transizione energetica più ambizioso per ridurre il CO2 del 65% entro il 2030 ed avere emissioni zero entro il 2040? A seguire nella lista dell’organizzazione ambientalista c’è il sostegno al microcredito per imprese sociali che operano nel settore sanitario, la negazione di fondi pubblici alle industrie che inquinano, più incentivi alle famiglie per l’efficienza energetica domestica, la lotta agli sprechi d’acqua, una maggiore mobilità sostenibile. Un campionario di proposte che richiede a chi sente il peso della responsabilità -individuale o collettiva- duttilità e intelligenza. Il numero dei 5 buoni propositi di Greenpeace, come si vede, è soltanto indicativo. La numerazione favorevole potrebbe proseguire all’infinito. Di sicuro chi vuole agire non deve fare altro che  iniziare.

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    ambiente crescita sostenibile lotta agli sprechi post-Covid
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