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    Home»Attualità»La vera liberazione? Quella dagli Stati Uniti
    Attualità

    La vera liberazione? Quella dagli Stati Uniti

    Daniele PotoBy Daniele PotoAprile 18, 20250 Views5 Mins Read
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    Vorremo originalmente proporre una nuova Liberazione per la fatidica giornata del 25 aprile. Perché le parole di oggi non risuonino come quelle del 1983 o del 1992: consumate come gusci vuoti. La nostra è un’utopia ma Tommaso Moro ha speso la sua vita per questo e dunque perché non cimentarci nella proiezione della speranza? Scontato e meritorio che vogliamo ribadire la nostra gratitudine per chi ci ha liberato dal nazifascismo. Ma gli amici di ieri sono i nemici di oggi e dunque proponiamo la liberazione dagli Stati Uniti, più che mai nei giorni del funambolico Trump. Ottanta anni sono sufficienti per sradicare il cordone ombelicale che ci lega a una potenza post-imperiale che non ha tenuto fede al vincolo della pace dopo il conflitto concluso nel 1945, seminando segnali di morte in poi in tutti i continenti, con particolare riferimento in Europa all’ex Jugoslavia, poi Serbia (1999) e ora in Ucraina dove ha combattuto (sta combattendo, nonostante le promesse di pace del suo bizzarro leader) per interposta nazione. Del resto, erano nel teorico e finto segno di pace persino le bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki a guerra già virtualmente vinta.  Cinicamente gli Stati Uniti un minuto dopo la pace hanno vietato alla Germania di riarmarsi e meno che mai con armi nucleari.

    Match Stati Uniti-Russia come ai tempi della guerra fredda solo che la Russia ha da tempo deposto le armi ed è da tempo solo Russia e non Urss senza vessilli imperiali anche se qualche astruso pensatore italiano ritiene probabile l‘invasione della Polonia, della Moldova, se non addirittura del Portogallo.

    Gli Stati Uniti dal piano Marshall in avanti hanno chiuso l’Italia in una tela di ragno di obblighi e di servitù militari che hanno incapsulato il Paese rendendolo tutto meno che uno stato sovrano. Ad oggi i vincoli di fedeltà agli Stati Uniti sono molto più ingombranti e vessatori rispetto a quelli dell’Unione Europea, tanto da riconoscere un tributo d’ammirazione persino al latitante su cui oggi si spendono libri (5) e revisionismi ovvero Bettino Craxi che 42 anni fa a Sigonella fu capace di negare le basi militari ai nostri padri padroni. Gesto non ripetuto da D’Alema presidente del consiglio (e Mattarella vice) quando diede via libera ad Aviano come base per bombardare la Serbia contro ogni diritto internazionale. L’invadenza degli Stati Uniti nel mondo è certificata dai numeri: 76 nazioni ospitano basi militari con i loro colori con il primato spettante alla Turchia, Paese chiave nella dialettica euroasiatica. Inoltre i soldati Usa dislocati all’estero sono 220.000 di cui 100.000 nella sola Europa (36.000 in Germania, truppe crescenti in Romania). Gli Stati Uniti decidono il segretario della Nato, il signorsì Mark Rutte al momento, e a questa organizzazione abbastanza incredibilmente appartengono anche nazioni extra-europee. La verità (come ribadito da Macron solo tre anni fa, poi il pulcinella francese cambierà posizione) la NATO è un’istituzione antistorica che ha cessato i propri compiti nel giorno in cui è stato abbattuto il muro di Varsavia e, di conseguenza, si sono sbriciolate le alleanze del Patto di Varsavia. È stato il momento in cui il capitalismo senza più freni, confidando nell’auto-regolazione dei mercati, è gradatamente diventando turbo-capitalismo perché non ha più trovato il contropotere del comunismo. Al momento peraltro hanno perso tutti e due: il capitalismo con la sua super-cilindrata e, ovviamente, il comunismo. Curioso che ora gli Stati Uniti intendano scaricare la NATO e l’Europa non colga l’occasione di imitarli pensando a un riarmo da 800 miliardi di euro. Non basta cambiare le parole per cambiare il senso aa meno che non ci sii accontenti di essere il PD.

    Liberiamoci dalla nazione delle armi, da quella che ha il record dei detenuti, che ancora razzialmente non si è placata e che ha importato schiavi e che considera gli afroamericani ancora in parte tali. La nazione a cui abbiamo regalato un’ingiusta sentenza di non luogo a procedere per il Cermis, per Abu Omar, che con la costola della CIA ha tramato perché Aldo Moro venisse ucciso e non liberato. Gli Stati Uniti sono la nazione che ha complottato perché il compromesso storico venisse stroncato a un passo dalla realizzazione. Gli Stati Uniti sono la nazione che lascia morire i suoi cittadini per la strada se non muniti di carta di credito, che ha famiglie con 500 miliardi dollari di debito per mantenere i figli ai carissimi studi. Gli Stati Uniti sono la nazione dove diventi presidente solo se sostenuto da centinaia di milioni alle spalle e dove il conflitto di interesse (vedi Trump) è cogente. Dove le pensioni non sono un diritto ma una vaga ipotesi. Dove il diritto alla felicità promulgato da Jefferson è nella disponibilità dei soli ricchi e, di conseguenza, essere poveri è una colpa. Dove personaggi illuminanti e trainanti per il mondo sono stati fatti brutalmente fuori (Malcolm X, Martin Luther King, John e Bob Kennedy.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    25 aprile Donald Trump Festa della liberazione stati uniti
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