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    Home»Passione architettura»Forma e idea della città
    Passione architettura

    Forma e idea della città

    Anna Maria ZanettinBy Anna Maria ZanettinGiugno 20, 20250 Views4 Mins Read
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    BANGKOK

    Le città si creano formando legami indissolubili ma in perenne dinamismo tra persone che si muovono su piani economici, sociali e culturali perennemente in evoluzione, influenzati continuamente dalla politica, dagli eventi esterni o da improvvise criticità, in una costante sfida di progettazione e pianificazione. Nel passato lo studio e la definizione delle città era materia e privilegio di pochi. Nel mondo attuale antropologi, sociologi, ingegneri, architetti ed economisti fondono le loro competenze per fornire una visione completa e strutturata del concetto di città, che, arricchita di nuove tecnologie e di nuove funzioni rispetto al passato,  diventa un oggetto sempre più complesso.  Oggi oltre alle inevitabili trasformazioni fisiche si devono affrontare questioni di sostenibilità ambientale, di economie complesse, di qualità della vita e maggiori problemi di socialità e nuove dimensioni di integrazione sociale mai considerati prima. Le domande e le risposte non sono semplici. Nel tessuto edilizio cittadino si attuano diverse forme di interazioni sociali e di convivenza, ma sono ospitate anche le attività economiche, religiose, amministrative e culturali, e i servizi pubblici e sanitari che organizzano e regolano anche le necessità del territorio che le circonda.

    Paolo Perulli (La città. La società europea nello spazio globale, 2007) ricorda che la parola città in sanscrito aveva il significato di “muro” o fortificazione”, quindi i cittadini erano “i difensori dei muri”, accentuando la loro funzione di difesa del territorio. Nella Grecia classica si usano i termini πόλις per indicare la città, πολίτης per l’ abitante, la πολιτεία è la cittadinanza e il δῆμος il popolo in senso politico, mentre l’ ἄστυ definisce l’aspetto fisico della città. Nella Roma antica urbs è la città e cives i cittadini, mentre civitas identifica l’insieme dei cittadini nella loro organizzazione politica e sociale. Ogni città definisce la sua unicità inizialmente dal luogo su cui è costruita. Ma le caratteristiche del territorio circostante ne determineranno in seguito necessariamente anche le ragioni della sua possibile espansione. Le caratteristiche del paesaggio intorno alla città influenzeranno le modalità della sua crescita, ma subiranno altresì le imposizioni che la città eserciterà su di esso, modificandolo e utilizzandolo per le sue esigenze e le sue priorità. Alcuni insediamenti svilupperanno la vocazione alla sacralità, oppure priviligeranno qualità legate alla cultura e alla sua diffusione, concentrando luoghi di studio che diventeranno università, altre si specializzeranno nella produzione agricola, in alcuni casi  lo sfruttamento minerario porterà in seguito nella produzione industriale, altre ancora diverranno importanti centri commerciali posizionati negli strategici golfi lungo le coste o si attrezzeranno per le attività turistiche esaltando le caratteristiche del paesaggio naturale. Gli insediamenti crescono dinamicamente e si strutturano nel tempo accostando i monumenti agli edifici privati e sociali, gli ambienti naturali preservati o ricreati ai servizi amministrativi e sanitari, creando punti di riferimento e infrastrutture. Ma di là della distribuzione del costruito, la percezione del paesaggio urbano dipende da tanti fattori, in particolare dalla diversa posizione sociale o culturale di cui la si osserva. I simboli assumeranno significati molteplici, ogni luogo verrà scelto o ricordato a seconda dell’ideologia o delle relazioni sociali e personali che vi saranno instaurate. La spiritualità, la cultura personale o gli interessi economici influiscono    sul modo di vivere e di occupare gli spazi urbani.

    CUZCO

    La complessità dell’edificato in perenne trasformazione e l’eterogeneità della popolazione producono letture differenti delle stesse situazioni, a seconda degli interventi e dei punti di vista delle molte discipline (urbanistica e architettura, ma anche psicologia, sociologia, economia, filosofia, ecologia, demografia, statistica e molte altre) che si contendono attualmente lo studio degli ambienti urbani. Il poeta Alceo, nella sua visione del 630 a.C., liquidava la questione riflettendo sul fatto che le città funzionano solo quando sono rette da uomini che sanno valorizzare le opportunità che il costruito offre. Al giorno d’oggi le interpretazioni sono molteplici e molto più sofisticate. Giovanni Dematteis e Carla Lanza ad esempio (Le città del mondo. Una geografia urbana,2014), nel loro studio sulla varietà degli aspetti che una visione geografica può rilevare, pongono l’accento sulla distinzione del concetto di “luogo”, dove si svolgono in vario modo le attività umane, e quello di “spazio” dove si sviluppano le interazioni economiche e sociali. La teoria dell’ecologia urbana, dove si cominciano a analizzare scientificamente le interazioni tra le componenti umane-sociali e l’ambiente naturale (teorie mediate dagli studi sociologici della Scuola di Chicago 1915-1940), riportano l’attenzione all’ambiente fisico che avvolge la città, legandola in rapporti di necessità relazionale indissolubile con le caratteristiche del territorio limitrofo e verificando quanto i soggetti interagiscono con lo spazio che li circonda. E c’è chi, come Ludovico Quaroni, membro attivo dell’Associazione per l’Architettura Organica, vede la città come un’opera d’arte creata da uomini che la costruiscono collettivamente con un’intensa partecipazione di ruoli pubblici e privati.

    Autore

    • Anna Maria Zanettin
      Anna Maria Zanettin

      Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

    architettura città città del mondo viaggi
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