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    Diritti

    Donne non fate più figli

    Alessandro Erasmo CostaBy Alessandro Erasmo CostaNovembre 20, 20250 Views6 Mins Read
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    Maternità
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    Crescite et Multiplicamini (Bibbia, Genesi 1.28). Questa citatissima esortazione della Bibbia manca, secondo me, di una successiva rassicurazione che avrebbe dovuto dire “non ti preoccupare Adamo, tanto di tutte le fatiche, preoccupazioni e problemi si farà carico Eva”.

    Il problema della denatalità interessa quasi tutti i paesi del mondo occidentale. Viene denunciato come un gravissimo problema della nostra società da esperti e giornalisti, come una specie di eruzione vulcanica. Però spessissimo la maggioranza dei commentatori lo collegano a un tema di finanza pubblica. Se non ci sono più bambini e giovani, chi pagherà le pensioni dei vecchi? Cioè le ragazze e le donne di queste nuove generazioni dovrebbero fare più figli per aiutare i futuri anziani.  Ma come, nelle nostre comunità gli anziani sono spesso lasciati a vivere e morire da soli, nei loro appartamenti, oppure quando ce lo si può permettere li piazziamo in case di riposo che, per quanto lussuose, sono depositi per levarci di torno coloro che non servono più, perché non producono ricchezza, hanno spesso bisogno di cure, e sono un peso per una società individualista e priva di valori sociali.

    Nella politica, quando si percepiscono problemi, occorrerebbe trovare soluzioni. Ma se i problemi non sono seriamene analizzati le soluzioni rischiano di far ridere. Le donne non farebbero figli perché non ci sono gli asili nido disponibili a tutti, oppure basterebbe qualche sconto fiscale -come avviene in Francia- che farebbe la differenza! Come dare a un malato di cancro qualche aspirina.

    Il problema vero, quello che causa la denatalità è soltanto il risultato per quanto paradossale, della progressiva emancipazione del mondo femminile che tutti gli stessi politici, ignoranti e superficiali, hanno sempre sbandierato come una grande conquista.

    Le donne non sono più lavoratrici di secondo ordine, pulitrici, rammendatrici, segretarie o commesse di negozio. Pretendono, incredibilmente, di fare carriera dedicando ad essa il loro cervello e le loro forze. Pretendono anche di privilegiare la loro vita, andando in palestra, a teatro, all’opera o leggendo sempre più libri. Gli uomini di queste nuove generazioni sono molto cambiati, è vero, perché cambiano i pannolini e preparano il biberon per i più piccoli. Però, mentre lo fanno, pensano a come difendersi da un collega che vuol fare loro le scarpe, a come scrivere una comparsa, se sono avvocati, o un articolo se sono giornalisti. Invece lei quando cambia pannolini o prepara biberon, pensa principalmente se il bambino sta bene, se gli manca qualcosa, se bisogna consultare un pediatra. E dal pediatra continuano ad andarci quasi sempre loro, come alle riunioni scolastiche dei genitori degli studenti.

    Abbiamo davanti donne diverse che finalmente hanno la coscienza di essere indipendenti, istruite, capaci di assumere responsabilità importanti nella politica e nella società. Forse solo Pillon se n’è accorto e vorrebbe riportarle al focolare domestico. Ma il povero Pillon non è un retrogrado, ma soltanto un nostalgico, uno di quelli che si dedicano alle battaglie di retroguardia senza sapere che esse non hanno mai avuto successo nella storia.

    Ho scritto due libri sul valore delle donne che ho constatato in tutto il mondo, qualsiasi fosse il colore della loro pelle, la loro fede o i paesi in cui vivono, e ho scoperto che sono molto più importanti degli uomini.

    Mi sono sorbito migliaia di pagine sull’origine della discriminazione del mondo femminile e alla fine esperti e analisti danno la colpa alla cultura del mondo occidentale, anzi alla cultura di tutto il mondo. Inutile dire che questa motivazione è del tutto vaga e insufficiente.

    Siccome però non pretendo di essere un grande esperto in materia, dopo tante letture mi hanno convinto gli studi di Adriana Cavarero, una grande filosofa italiana. Per consentire una più rapida comprensione del suo pensiero mi riferisco al suo intervento su Youtube (La maternità è la forma di conoscenza più rivoluzionaria?). La discriminazione del femminile nasce da Platone che afferma che solo l’antropos – l’uomo – possiede il logos, cioè la capacità di ragionamento ed astrazione che permette l’accesso al mondo delle idee. “… una visione in cui … l’elemento del generare, l’elemento della vita, diventa servizio, mera vita, mera animalità mentre l’elemento mentale, inventivo, creativo, artistico, è l’elemento che si stacca dalla prigione della vita”.

    La grande filosofa evidenzia ulteriormente l’incredibile ruolo della donna: “La maternità è la forma di conoscenza più rivoluzionaria? “Il lato oscuro … più profondo, più vero, è quella esperienza diretta, sconvolgente, tremenda, di un corpo singolare umano che viene attraversato, spossessato da una forza naturale, diciamo super umana, sovraumana, che però si fa complice con questa forza sovraumana. È una conoscenza diretta del fatto che non solo siamo zoe, siamo animali, siamo viventi, ma siamo viventi come parte di un mondo molteplice di altri viventi singolari. Non esiste la vita in astratto …, è di per sé impensabile … perché la vita si dà sempre nella singolarità dei viventi, la vita sono le vite singolari, la molteplicità straordinaria delle vite singole e il fatto che partorendo, facendo la gestazione durante la gravidanza, il corpo femminile sia impossessato, attraversato da questa forza molteplice … un corpo che si scinde per generare un’altra singolarità. È un tipo di conoscenza che a mio avviso può essere dirompente, rivoluzionaria rispetto alla visione tradizionale, filosofica della natura”.

    Però quasi nessuno ricorda che il diritto romano, fin dall’antichità, giustificava il controllo e la sottomissione della donna per  evitare la commixtio sanguinis. Cioè era essenziale sapere chi fossero i padri dei loro figli per identificare gli eredi delle fortune economiche, ma anche dei titoli delle famiglie. Prima del DNA solo lei sapeva, nella gran parte dei casi, chi era il padre di ciascuno dei suoi figli. Ecco perché, anche sotto questo profilo, la donna ha sempre rivestito una importanza essenziale nella società umana.

    Quindi la donna è importantissima, lo è sempre stata ed è stata sottomessa e discriminata, non per la sua debolezza, ma per il suo fondamentale ruolo che non è mai cambiato, fino a quando non sapremo modificare il cromosoma X e quello Y.

    Oggi la donna sta riuscendo a diventare completa, autosufficiente, non per somigliare all’uomo, ma perché è pienamente cosciente delle sue potenzialità e le stiamo dando finalmente la possibilità di esprimerle e d perseguirle.

    Anche nella società cinese molte donne rifiutano di avere figli, per non ritornare alla loro antica schiavitù, come dice il bellissimo libro di Giada Messetti ‘La Cina è un’aragosta’.

    E allora come si risolve il problema della denatalità? Con una antica visione cinica di ciò che fa comodo, dimostrata dalla storia di tutti i tempi. Faranno figli molte donne immigrate convinte, oppure obbligate, a restare confinate nel loro ruolo di spose e madri.

    Però sono convinto che le loro figlie quelle della seconda generazione, presto capiranno anche loro che nei nostri paesi questo ruolo atavico può essere sovvertito.

    Donne, non fate più figli, perché, in un modo o nell’altro, ritornerete ad essere discriminate e confinate, a meno che, averli, non sia il risultato di una convinzione profonda e reale e i vostri uomini non giungano finalmente a considerarvi, non solo degne di esprimerVi liberamente, ma forse anche capiscano che siete più importanti di loro.

    Autore

    • Alessandro Erasmo Costa
      Alessandro Erasmo Costa

      Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

    donne femminismo Maternità uguaglianza di genere
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