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Autore: Anna Maria Zanettin
Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).
Vivere nelle città o nelle metropoli comporta l’affrontare quotidianamente problemi di convivenza, di accettazione e di tolleranza, situazioni che nascono dalle inevitabili complessità che si creano. Cercare livelli di compromesso implica l’esigenza di accettare alcuni disagi e necessariamente conviverci. Il rispetto, la tolleranza e l’equilibrio sono valori fondamentali per il futuro delle metropoli, che devono tendere alla ricerca di una nuova identità della convivenza civile. Gran parte del disagio che proviamo quando dissertiamo di “etica e metropoli” sta nel fatto che osserviamo una situazione schizofrenica che ci inquieta e ci turba. Viviamo in città che ci uniformano ma, contemporaneamente, ci…
Gli schemi prossemici di cui abbiamo parlato evidenziano anche le fondamentali differenze che contraddistinguono i comportamenti delle diverse popolazioni nel mondo. Nell’organizzazione topologica dello spazio della città ad esempio nel modello giapponese si preferisce dare un nome non alle vie, ma ai loro punti di intersezione, denominando anche con modi diversi gli angoli degli incroci. Le case nelle vie hanno numerazioni non lineari, ma sono contrassegnate secondo l’ordine di costruzione.All’interno delle case lo spazio è semideterminato, le pareti interne sono quasi sempre mobili e danno luogo ad una quantità di combinazioni spaziali diverse, a seconda delle situazioni. Diversi pannelli scorrevoli…
Ricordiamo che il termine “prossemica” comprende l’insieme delle osservazioni e delle teorie sull’uso umano dello spazio. Molti schemi inconsapevoli definiscono lo spazio informale, segnato da confini e tracciati ben distinti e significati profondi, spesso inespressi ma essenziali. E lo spazio informale si regola e definisce a seconda delle distanze che comportano conseguenze di variazioni nei campi sensoriali. Le variazioni nel volume della voce sono connesse al mutare delle distanze, dalle frasi bisbigliate quando si è vicinissimi al grido nei grandi spazi. Considereremo quattro distanze che corrispondono alle transazioni sociali intime, personali, sociali e pubbliche, distanze che si stabiliscono dal modo…
Nella distanza pubblica non esiste la sfera del coinvolgimento. E’ quello spazio che non si può valicare senza essere invitati, una separazione naturale o voluta ma dirimente. Questa distanza mantiene le persone degli estranei, ed eventuali contatti richiedono gesti e voce amplificati. In conclusione se si considera l’uomo circondato da una serie di sfere invisibili ma che hanno dimensioni misurabili possiamo vedere l’Architettura in una luce particolare. Diventa chiaro come la ristrettezza o l’ampiezza dello spazio in cui le persone vivono o lavorano forzi i reciproci comportamenti, le relazioni, le emozioni e come l’influenza reciproca dei corpi sia relazionabile proporzionalmente…
La guerra distrugge, l’Architettura costruisce e nei progetti di ricostruzione produce vita, condivisione, e si oppone radicalmente al concetto distruttivo della guerra. Gli scenari che quotidianamente vediamo in Ucraina e ora in Israele sono ineffabili. Non riusciamo nemmeno più a descrivere gli orrori e le devastazioni prodotte da conflitti chiaramente generati da maxi interessi economici e di potere cui speravamo non dover più assistere in un mondo che dovrebbe invece proiettarsi verso scenari di pacifica convivenza. Tralasciando l’indescrivibile tragedia della popolazione coinvolta, e considerando il costruito, le guerre lasciano solo macerie, resti indistinti di edifici crollati con tutti i loro…
Gli edifici sono elementi dello spazio esistenziale che ci circonda, prolungano all’esterno l’ordine interno, un’espansione simpatetica del senso che abbiamo di noi stessi. I pezzi disponibili per costruire il mondo sono sempre gli stessi, ma in una sintassi di luoghi, tracce, schemi e confini è importante la coreografia che li lega. Parlando di luoghi, un luogo coperto o all’aperto dove riunirsi, discutere o assistere ad uno spettacolo, ha molta importanza per la nostra dimensione “esteriore”. La pubblica abitabilità di una Piazza, Piazza S. Marco a Venezia ad esempio, ci dona la sensazione di sentirci a proprio agio e di percepire…
Il nostro senso statico del basso e dell’alto, sottoposto alla forza di gravità, determina la nostra percezione del piano geometrico del suolo. Quando ci orientiamo simmetrizziamo gli stimoli dei vari sensi frontalmente preparandoci ad affrontare le situazioni. Ma quando molti sensi collaborano creiamo un’esperienza percettiva definita da Gibson ”haptic”, che comprende molte altre sensazioni (pressione, caldo, freddo, dolore, piacere, etc) creando un’interazione con l’ambiente fisico molto più ampia. I nostri sensi fondamentali e i sistemi di orientamento sviluppano uno schema di coordinate psicofisiche che costituiscono l’insieme delle nostre sensazioni. L’antropologo Hartley Alexander ci chiarisce che semplicemente le coordinate destra/sinistra e…
La disciplina dell’architettura è fondamentale per ideare e costruire le condizioni dell’abitare, ma adeguandosi alle trasformazioni del vivere umano assume un ruolo determinante anche per contribuire alle tematiche della sostenibilità, e per strutturare soluzioni utili a contrastare il cambiamento climatico. La responsabilità nei confronti del pianeta e della nostra stessa sopravvivenza impone nuove urgenti politiche ambientali che abbiano effetto immediato ma siano durevoli, e siano applicabili dal singolo edificio alla scala territoriale. Secondo il paesaggista belga Bas Smets è indispensabile che i geologi e i meteorologi lavorino insieme e che l’urbanistica venga considerata come l’orizzonte in cui queste due forze…
Secondo Aristotele le città dovevano porsi un limite: potevano crescere finchè tutti i suoi cittadini si fossero potuti conoscere, almeno di vista. Questo sicuramente non sarà l’obiettivo del Mukaab, che il arabo significa “il Cubo”, pensato per diventare il più grande edificio al mondo, una struttura di 400 metri per lato che sorgerà al centro di Riyadh secondo gli annunci del Fondo per gli investimenti pubblici del Regno Saudita. Svelato nel suo piano futuristico il 16 febbraio 2023 dal principe ereditario Mohammed bin Salman allo scopo riqualificare la capitale, è considerato in realtà la principale strategia per sviluppare le fonti…
L’Italia ha adottato il tipo edilizio del grattacielo in ritardo di qualche decennio rispetto al luogo storico di origine, gli Stati Uniti, dove ora è una presenza costante e in qualche modo necessaria e opprimente. Cito tra tutti, per non dimenticare, i primi timidi ma eccitanti progetti italiani: la Torre dei ristoranti di Mario Ridolfi del 1928, progetto presentato alla I° Esposizione italiana di architettura razionale, gli edifici sul litorale di Castelfusano di Adalberto Libera del 1933, la Torre Littoria a Torino (A. Melis de Villa e G. Bernocco, 1933, oggi restaurata e divenuta residenza di lusso) e la Torre Piacentini…
