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Autore: Daniele Poto
Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.
Vacanze intelligenti è uno squisito ossimoro che deve essere stato antropologicamente inventato nell’Italia del post-boom, quando fioccavano linee dritte su un’ininterrotta linea di progresso. Insomma, tutto ben prima del terrorismo, dello spettro del cambiamento climatico, della stessa inimmaginabile Meloni. L’intelligenza, difatti, è negata per definizione alla programmazione di una vacanza in agosto, mese che riassume nel peggio l’anti-genio italico. Nonostante ingenui tentativi di cambiamento, infatti, gli italiani, nonostante la definizione coerente di Paese post-industriale, continuano imperterriti ad andare in vacanza ad agosto. Sfidando maggiorazioni da codice penale, code in autostrada, aeroporti che sono bivacchi, stazioni ferroviarie dove il tabellone non…
I margini per una reale libertà di stampa si fanno più stretti in Italia, un Paese dove lo stato sociale rischia di trasformarsi in uno stato penale. Episodi da Minculpop dove, con l’ironia dei paragoni, si potrebbe giudicare di più elevata competenza e statura intellettuale un Bottai rispetto al Ministro Sangiuliano, classico esempio di restauratore e reinventore di una molto presunta cultura di destra. Ma le mosse d’accerchiamento fanno parte di un processo di riappropriazione più vasto e insidioso che parte dai recenti provvedimenti legislativi sulla giustizia. Un Ministro che sfoga il suo livore contro i magistrati (il suo campo…
Per togliere un senso a una cosa che il senso non ce l’ha più (parafrasi di Vasco Rossi), i maggiorenti del Pd (immaginiamo su prodiga imbeccata di Lady Schlein) hanno deciso di togliere la lettera A alla Festa dell’Unità. Pensavano che l’ondata di politicamente corretto, di rilettura della grammatica, del mainstream della schwa e dell’imposizione della cultura LGBT si fosse esaurita e invece, come un’anomala intempestiva onda di ritorno, ecco la sottrazione lessicale che si abbatte, come ulteriore scorno, a una manifestazione che non solo ha perso forza ma che ora è più obsoleta del Pala Cavicchi o dell’Orchestra Casadei.…
Il Governo è impantanato in una riforma della Giustizia che presume di risolvere il problema con una specifica sul ruolo dei magistrati. Che, guarda caso, era quella prevista dal gran capo della P2 Licio Gelli. Il grande tradimento costituzionale è in realtà la rimozione dell’avviso “La Giustizia è eguale per tutti” con la derubricazione della lettera maiuscola. Rileggibile come “la giustizia non è eguale per tutti ed è perdente anche per chi vince le cause”. Per non rimanere in un vago pistolotto ideologico mi sfogo con gli episodi personali. Dai due lati di un’aula di giustizia, accusato o accusando. Sono…
La prescrittività sembra il marchio di fabbrica dei nostri tempi. E sotto questa insegna possono essere tranquillamente arruolate le giornate dedicate, data per data, settimana per settimana, mese per mese. Badate bene, più che un calendario è una jungla in cui si sgomita per un posto al sole, un riconoscimento, né più né meno di quanto avviene per l’inclusione nei “Borghi più belli d’Italia. Buffo è che questo mood va a sommarsi a una congerie indiscriminata e confusa di imprescindibili doveri con gli anniversari dei personaggi famosi. Celebrazione dell’anno di nascita, del giorno della morte, persino della data di uscita…
L’illibertà di stampa è il revanscistico progetto del Governo in carica di pescare dal fondo del barile un’idea, sia pure vaga, di cultura di destra, stroncando quella che considerano l’egemonia tradizionale della sinistra. Ecco perché dal giorno dell’insediamento in avanti, Giorgia Meloni ha piazzato, secondo la logica di uno spoil system esasperato, un corteo di fedelissimi nei posti chiave di quella che viene considerata una cultura alta, puntando nelle nomine alla Rai su fedeli scherani. Un enorme senso di frustrazione permea questo modesto prototipo di “presunto rinascimento di destra”. Se la riconferma di Giordano Bruno Guerri al Vittoriale dannunziano appare…
Non abbiamo neanche bisogno di leggere le statistiche. Il Salone del libro del 2024 ha avuto più visitatori di quello precedente, battendo tutti i record. Primati gonfiati! Se togli le statistiche fornite dalle scuole l’anagrafe delle presenze ci riporta a numeri più umani. La rassegna è la perfetta epitome dell’industria editoriale in Italia, la perfetta e agghiacciante fotografia sull’esistente. Tutta apparenza e alcuna sostanza. Lo specchio di un’industria editoriale che stampa 80.000 volumi all’anno con considerevole spreco di carta. Di questi testi il 93% non arriva a distribuire 100 esemplari nel corso della breve stagione di diffusione. Si può quasi…
Parafrasando una nota citazione filmica, si potrebbe scrivere “È la stampa, bruttezza!”. In effetti, questa stampa italiana, contestata e depotenziata (come nel limite estremo di 100.000 copie dell’inserto di Repubblica spedite al macero), priva di editori davvero indipendenti, è ulteriormente messa all’angolo e coartata dai propositi contenitivi del Governo. Sembra un’azione concertata. Da una parte, la richiesta di un anonimo componente della maggioranza, puro esecutore di ordini venuti dall’alto, che propone una recrudescenza del reato d’opinione ovvero l’appesantimento delle pene carcerarie per reati legati alla diffamazione; dall’altra, un pedale schiacciato sulla censura televisiva, ipotizzando che il Governo possa avere pieno…
Luogo comune: le sale teatrali, dai tempi del Covid, non sono mai state affollate come in questa stagione 2023-2024? Affollate sì, ma di cosa? Di scarsissima qualità. Con il teatro inteso solo come sede fisica, come cornice dello spettacolo e non come quadro/contenuto. Si può stimare Marco Travaglio per le sue battaglie su Il Fatto, ma vederlo replicare in palcoscenico le querelle che alimenta quotidianamente sulla propria testata o, per un pubblico più vasto, in televisione, vuol dire solo trasformare una visione e una missione in un overdose di contestazioni. Tutto meno che teatro in senso letterale. Pensavamo che non…
I Paesi di più grande storia e tradizione sono anche quelli di maggiore evidente decadenza. Egitto, Grecia, Italia in ordine cronologico. Roma è l’epitome di questo lungo ma inesorabile declino anche se cova un’eterna speranza di palingenesi. Sembra quanto mai attuale, mentre la città continua orgogliosamente a fregiarsi dell’etichetta di Capitale (come se qualcuno potesse nutrire dei dubbi) la storica frase di James Joyce: “Roma mi ricorda un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna”. Ben nascosto il cadavere nell’armadio virtuale, tra i Fori e le rovine che rappresentano una magnifica metafora del suo presente.…
