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Autore: Giampiero Gramaglia
Ucraina e Gaza: l’ombra delle paci ingiuste, una predatoria e l’altra da affarista, s’allunga sull’Europa
Ci siamo lasciati alle spalle tre anni di guerra in Ucraina, dopo l’invasione lanciata dalla Russia il 24 febbraio 2022, e oltre 500 giorni di conflitto nella Striscia di Gaza, innescato dagli attacchi terroristici di Hamas in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Centinaia di migliaia di vittime in Ucraina – mancano stime attendibili dei militari caduti dall’una e dall’altra parte -, quasi 50 mila nella Striscia. Su entrambi i fronti ci sono fermenti di pace, ma non ci sono speranze di paci giuste. In Ucraina, si profila un’intesa “predatoria”, che premia l’aggressore e spoglia la vittima, costretta a rifondere…
La nuova Commissione europea, la seconda presieduta da Ursula von der Leyen, s’è insediata domenica 1 dicembre ed è operativa: una “barca fragile” che “parte senza bussola”, scrive, perplesso e preoccupato, Pier Virgilio Dastoli, il massimo conoscitore italiano dei meccanismi e degli ingranaggi europei. In realtà, la bussola a bordo c’è, ma non funziona bene: spinge a destra, verso un populismo moderatamente sovranista, mentre dovrebbe spingere verso il conferimento di più sovranità all’Unione, sulla politica estera e la difesa, i migranti, il clima. Tra l’estate e l’inverno, la situazione europea e il contesto internazionale sono drasticamente peggiorati- Nell’Ue, una presidente…
Il primo marchio della nuova legislatura delle istituzioni europee, che coinvolge il governo italiano, è segnato da polemiche e critiche legate alla gestione dei migranti. La decisione del governo Meloni di creare un hotspot in Albania rappresenta una risposta controversa a un problema complesso e solleva preoccupazioni sia sul piano umanitario che economico. A livello europeo, l’iniziativa ha attirato l’attenzione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e di vari leader UE, creando un dibattito acceso sulle modalità di gestione delle migrazioni. Mentre alcuni paesi, come l’Austria e l’Ungheria, sostengono l’idea dell’esternalizzazione, altre nazioni, come la Germania e la Francia, si mostrano scettiche. Anche il Vertice europeo di Bruxelles ha evidenziato profonde divisioni tra i paesi membri su questo tema.
Sul piano internazionale, l’Unione Europea appare divisa su più fronti, con i leader dei 27 impegnati in discussioni su questioni globali che vanno oltre l’immigrazione, come la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, il tema migratorio rimane centrale, con la “formula Albania” che potrebbe aprire la strada a nuove iniziative simili da parte di altri paesi dell’UE.
In definitiva, il governo italiano sperava di presentare la propria strategia come una soluzione innovativa e efficace, ma ha incontrato reazioni miste, evidenziando le tensioni interne all’Unione e le sfide che attendono la nuova legislatura europea.
Ue: la ‘Uvdl 2’ è nata, una svolta al centro, tra Draghi e Fitto, Ucraina e migranti primi test
“Da regina a imperatrice”: questa, per Politico, l’evoluzione di Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea presenta al Parlamento europeo la sua nuova squadra: lei ne emerge come ‘donna forte’ in un insieme di collaboratori che ha meno spessore di quello precedente, fatto di suoi fedelissimi e di neofiti, il profilo di alcuni dei quali non è particolarmente impressionante. La ‘Uvdl 2’, meno zeppa di ex premier ed ex ministri della ‘Uvdl 1’, saprà gestire i dossier decisivi ma divisivi del prossimo quinquennio? La democrazia minata da democrature illiberali, i migranti, la sicurezza in un tempo di guerre,…
Le chiacchiere sulle due Europe, quella dell’europeismo tiepido di Ursula von der Leyen e quella del sovranismo mascherato di Giorgia Meloni, stanno per finire, con le chiacchiere da ombrellone d’un’estate agonizzante, passata a discutere se a Bruxelles ci bistrattano perché ce lo meritiamo o perché Giorgia ha mollato Ursula nel voto di investitura di luglio – senza, per altro, farle danno. Fortuna che, a un certo punto, le chiacchiere da Bar Commercio sono state rimpiazzate da quelle, del tutto analoghe, da Bar Sport, sui giudici olimpici che ce l’avevano con noi – il vittimismo pare proprio una nota caratteristica dell’Italia…
Elon Musk intervista per oltre due ore Donald Trump, che torna su Twitter, anzi quasi esordisce su X, e ribadisce tutta la gamma delle sue promesse – o minacce – elettorali, mentre il suo intervistatore gli esprime condivisione e ammirazione (ricambiate). L’intervista, annunciata solo con poche ore d’anticipo, viene turbata all’inizio da problemi tecnici attribuiti a un massiccio attacco hacker e si svolge senza video, solo con l’audio. Musk cerca di girare in positivo i problemi tecnici: “Scusate per il ritardo – dice -. Questo massiccio attacco mostra che c’è molta opposizione a sentire che cosa Trump ha da dire,…
Dovevano rivoltare l’Europa come un calzino. No, scusate: quelli erano i Cinque Stelle del 2018, quando ancora avevano la verve lessicale di Beppe Grillo; e parlavano del Parlamento italiano. Questi promettevano, in termini meno olenti, di cambiare l’Europa. E, invece, sono più divisi che mai e fuori da tutto: o messi alla porta o tenuti lì a fare tappezzeria durante la festa, con l’agendina dei balli desolantemente vuota. Il giro delle nomine ai vertici delle Istituzioni europee lascia l’Italia e le destre d’Italia e d’Europa senza nulla in mano: né posti, ché comunque erano improbabili; né crediti da riscuotere o…
Non è una risposta al fulmicotone, quella che i leader ‘europeisti’ dei Paesi Ue danno ai risultati, per molti versi allarmanti, delle elezioni europee del 9 giugno. Con le polveri un po’ bagnate, i 27 non finalizzano, nella riunione informale del 17 giugno, l’intesa sul rinnovo dei vertici istituzionali dell’Unione europea. Popolari, socialisti e liberali, tre forze politiche pro-integrazione, definiscono una bozza d’accordo da perfezionare nella riunione formale del Consiglio europeo il 27 e 28 giugno. E’ importante che l’intesa maturi prima delle elezioni politiche francesi, il 30 giugno e il 7 luglio, convocate dal presidente Emmanuel Macron, che, dopo…
Il premier slovacco filo-russo Robert Fico gravemente ferito a colpi di pistola da un anziano poeta filo-ucraino; il premier polacco Donald Tusk oggetto di minacce di morte sui social; un candidato dell’SPD picchiato a Dresda in Germania da esponenti dell’AfD; in Olanda, il leader anti-Islam e anti-UE Geert Wilders annuncia la formazione di un governo che rischia di mettersi di traverso contro ogni sviluppo dell’integrazione europea; ovunque nei 27, la dialettica politica è avvelenata da incitamenti all’odio e linguaggi virulenti. L’Europa che s’accinge al voto è ricca di fermenti e tensioni. Ma la polarizzazione dei confronti, Paese per Paese, non…
Con il suo stile molto americano e poco europeo, Politico aveva collocato questo Vertice europeo ‘speciale’ di metà aprile, l’ultimo in linea di massima prima delle elezioni europee dal 6 al 9 giugno, sotto un’insegna provocatoria: “Munizioni e non api”, che in inglese è quasi un gioco di parole, ‘bullets, not bees’. L’Unione europea, negli ultimi mesi, ha mostrato la tendenza populista, e quindi elettoralistica, ad affossare le scelte verdi – sotto la spinta d’interessi economici sostanzialmente negazionisti e sotto quella corporativa degli agricoltori – e a valorizzare, invece, quelle dell’Europa della Difesa, puntando, però, a rafforzare l’industria degli armamenti,…
