Del primo numero di Tutti, quello uscito nel dicembre del 1972, ricordo le infinite riunioni, le discussioni su questo o quell’articolo, le telefonate a tutte le ore. E la lettera aperta che scrissi a nome di tutta la redazione a Italo Giulio Caiati, da qualche mese ministro della Gioventù. E l’articolo sulla scuola, argomento di cui già mi occupavo, collaboratore alle primissime armi, per il giornale della mia città, Il Messaggero. Ricordo persino il colore del maglione che indossavo in tipografia per proteggermi dal freddo, il profumo di inchiostro delle bozze, l’odore pungente delle “ciano”. E la paura di sbagliare,…
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