Autore: Renato Ciccarelli

Lo scorso mese, forse qualcuno ricorderà, lo abbiamo sommessamente fatto notare: se il ministro della Salute Roberto Speranza per scegliere i primi da vaccinare, invece di scomodare supercomitati di supersaggi, avesse interpellato i ragazzini di una scuola elementare, di sicuro si sarebbe sentito rispondere di cominciare dagli anziani. Ad essere egoriferiti, verrebbe fatto di pensare che il presidente del Consiglio e il Commissario straordinario al Covid abbiano sbirciato “Tutti Europa 2030”. E che dunque abbiano fatto tesoro, almeno loro due, del nostro suggerimento. In realtà, temiamo che Draghi e il generale Figliuolo tengano cose più urgenti da fare. E quindi,…

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Quanto sarebbe stato meglio se a dicembre, per avere lumi su come comportarsi in materia di vaccinazioni, il ministro della Salute si fosse recato in una qualche seconda elementare di una qualsiasi scuola d’Italia e avesse posto alla classe un quesito, in virtù anche della giovane età degli interrogati, semplice semplice: avendo finalmente a disposizione un vaccino per un virus che fa strage quasi esclusivamente di vecchietti con molti malanni, voi chi vaccinereste per primi? Di nient’altro armati che della loro fanciullesca saggezza, c’è da supporre che i bambini avrebbero risposto all’unisono: «Vacciniamo innanzitutto loro, i nostri acciaccati nonnetti». Malauguratamente,…

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Il tiro al piccione avente come bersaglio l’Europa comunitaria è sport che vede l’entusiastica adesione dei partecipanti più disparati: si va infatti dai rozzi sovranisti agli ultimi intellettuali engagé rimasti. Quanti invece si spendono per sottolineare importanza e valore dell’UE pare siano tutt’al più spinti dal dovere d’ufficio, dando a volte l’impressione di vergognarsene pure un po’. In effetti… Oggi come oggi sciogliere peana per Bruxelles e Strasburgo fa, oggettivamente, poco uomini di mondo. Ora, è ipotizzabile che neanche un euroburocrate ben avviticchiato ai suoi privilegi potrebbe mostrarsi tanto partigiano da difendere l’istituto comunitario senza se e senza ma. Così…

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Gentile signora Merkel, sul fatto che abbia dominato la scena politica europea negli ultimi 15 anni, neanche i suoi (pochi) detrattori potranno disconoscerlo. Così come è indubbio che lei sia stata una grande. Quanto grande, se la sua fu vera, imperitura gloria, beh questo lo potrà dire soltanto il trascorrere del tempo, quella giusta distanza che sola consente di fornire più meditate risposte. Ecco perché questa non può essere l’ora dei bilanci. Può però ben essere quella dei saluti. E soprattutto il momento giusto per dirle grazie. Grazie signora Merkel, grazie di tutto. Ci sia consentito di renderle merito di…

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I nostri partner comunitari fanno spesso mostra di non capirci e di non fidarsi di noi. Possiamo, in tutta onestà, dar loro torto? Pare che Henry Kissinger, uomo di certo aduso alle sottigliezze politico-diplomatiche, uscendo da un colloquio in cui Aldo Moro (per altro un gigante a dispetto dei pigmei che popolano l’attuale arengo politico italiano) si era dilungato su “convergenze parallele” e simili astruserie, fosse sbottato: «Ma che ha detto? Non ci ho capito nulla». È ipotizzabile qualcosa del genere per una Merkel, un Macron o una Ursula von der Leyen. Vedendo che, invece di sbrigarci a consegnare il…

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