Autore: Alessandro Coluccelli

Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

Il carcere di Regina Coeli (Casa circondariale di Roma Regina Coeli) è il principale e più noto carcere di Roma ed è, amministrativamente, la sua casa circondariale. Situato nel rione Trastevere, via della Lungara 29, sorge anche sulla fondamenta di un complesso edilizio risalente al 1654, già sede di convento e trasformato nel suo odierno utilizzo nel 1881. Deriva il suo nome dalla struttura religiosa, dedicata a Maria, “Regina Coeli”. Per tutti i romani è “er coeli”, senza dittongo, si dice come si legge. Ma a Roma si chiama anche bottega o gabbio…”ahò tu fratello sta a bottega?” L’edificio ebbe…

Leggi

Ventitré chili di esplosivo, cinque di tritolo e diciotto di nitroglicerina in una valigia, esplodono alle 10:25 del mattino in stazione a Bologna. In Italia si fece notte. Persero la vita 85 persone e i feriti, anche gravissimi furono 200, mentre l’ala ovest della stazione crollava su tutto. Una povera ragazza ventenne, sicuramente vicina alla valigia, non venne mai ritrovata.  La strage di Bologna fu il più grave attentato terroristico nel secondo dopoguerra italiano, pur considerando gli altri attentati su piazze e treni che avevano funestato l’Italia qualche anno prima. Sin da subito si rivelò la “mano” di bande di…

Leggi

È risaputo che l’emigrazione è stata un elemento base e straniante della storia italiana. Cominciata pochi anni dopo l’Unità, intorno al 1880, è continuata fino a dopo la metà del ’900, coinvolgendo milioni di persone di tutta Italia ed è stata quanto mai diversificata per la molteplicità dei paesi di destinazione. Nella prima fase dell’emigrazione, tra il 1876 e il 1900, cosiddetta “grande emigrazione”, e aggiungendo anche la seconda, dopo il 1945 e fino agli anni settanta, dovute a una pesante crisi agraria, ma del lavoro in generale tra cui fabbriche e industrie distrutte o al collasso, più di diciotto…

Leggi

Era il 1984 e sembra oggi. Pierangelo Bertoli, poeta e cantautore nato a Sassuolo nel 1942, pubblicò un Lp dal titolo “Dalla finestra”. E come lui anche noi guardiamo dalla finestra, o dalla TV se volete, quello che succede in Ucraina, inermi e spesso incapaci di dare una risposta ai perché. Affermerà poi, con dolorosa lungimiranza: “All’inizio avrebbe dovuto chiamarsi Varsavia ’82, ma mi sembrava troppo specifico, datato, ristretto a un tempo e a un episodio ben precisi. Così ho eliminato dal titolo ogni riferimento temporale perché il messaggio che intende trasmettere la canzone è a-temporale, non localistico, esteso, anzi,…

Leggi

Inizia così una canzone del repertorio romano, cantata in romanesco, era l’estate del 1969, scritta e musicata da Edoardo De Angelis e da Stelio Gicca Palli, due cantautori del giro del Folkstudio, a Via Garibaldi in Trastevere, poi palco e fucina di tanti cantautori romani, come Antonello Venditti e Francesco De Gregori, che lì ebbero il primo contatto col pubblico. Fu subito un successo, sentiamoli: Te la ricordi Lella quella ricca La moje de Proietti er cravattaro Quello che c’ha er negozio su ar Tritone Te la ricordi te l’ho fatta vede Quattr’anni fa e nun volevi crede Che ‘nsieme…

Leggi

In effetti se ci pensiamo bene, gentile lettore, siamo tutti meticci, migranti, incroci tra nonni e nonne di varie regioni, in Italia come in tutte le nazioni del mondo. Io per esempio, con il cognome che mi ritrovo, classico pugliese derivato da Nicola, certamente valdostano non potevo essere. In effetti i miei nonni, originari della provincia di Foggia, dopo aver girato un po’ l’Italia si stabilirono a Milano nel 1920 e lì diedero vita alla famiglia e ancora oggi i vari discendenti abitano lì. Compreso mio padre, nato vicino Napoli, ma a Milano cresciuto da bimbo a uomo, che però…

Leggi

Dove erano i nostri genitori quel 25 aprile del ‘45? Il 25 aprile 1945 rappresenta la vittoria della resistenza sull’occupazione straniera ed è una delle feste nazionali più importanti, se non addirittura la più importante dopo la festa della repubblica e celebrandola testimoniamo una nuova Italia, una Italia risorta, che ha riconquistato la propria dignità. In quel 1945 un insieme di paesi, cittadine e città in festa, una Italia festosa e piena di dolori, che può da un lato salutare la libertà e i soldati tornati dalla guerra e dall’altro migliaia di famiglie non saranno più le stesse perché tanti…

Leggi

Cinquantacinque anni fa, sembra ieri ma è ancora, purtroppo, oggi: era il 1967 quando la radio italiana cominciava a trasmettere una canzone del Maestrone Francesco Guccini, diventata famosa con la voce di Augusto Daolio, l’indimenticabile cantante dei Nomadi. In questo clima Francesco Guccini pubblicò il suo primo disco, “Folk beat n.1” contenente sia inediti che canzoni già incise. Alcune di queste, per il fatto che non era iscritto alla SIAE, erano state depositate a firma di altri autori come per Auschwitz (scritta per l’Equipe 84) e Noi non ci saremo, cantata dai Nomadi. In quegli anni era fortissima la paura della…

Leggi

E l’acqua si riempie di schiuma, il cielo di fumi La chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi Uccelli che volano a stento, malati di morte Inizia così uno dei brani simbolo dell’impegno e della lotta all’inquinamento, opera di una colonna del cantautorato italiano: il mai dimenticato Pierangelo Bertoli, nato a Sassuolo nel 1942. E’ un pezzo del 1976, quasi cinquanta anni fa e purtroppo è attuale oggi come non mai. E’ una accusa pesante e netta alla devastazione portata da industrie che inquinano, guerre che uccidono esseri inermi e catastrofi, che distruggono la natura e i viventi e che…

Leggi

paura non abbiamo per amor dei nostri figli per amor dei nostri figli sebben che siamo donne paura non abbiamo per amor dei nostri figli in lega ci mettiamo. Inizia così il canto delle mondine, datato tra fine 800 e il 1914, cantato in tutta la Val Padana, dal mantovano fino al ferrarese e rovigotto, poi entrato stabilmente nel repertorio delle mondine. L’autore del testo e della musica è anonimo, ci sono delle varianti, ma si stabilizza nell’uso a metà degli anni 60. Poi cantato nei decenni successivi in tante manifestazioni di protesta e di rivendicazione dei diritti delle donne.…

Leggi