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Autore: Alessandro Coluccelli
Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.
È facile e al contempo doloroso ripercorrere questi quasi tre anni della nostra storia, della nostra vita, tra pandemia e guerre, drammi dovuti al clima che cambia, ricerca di risorse energetiche, salvaguardia del pianeta sul quale proviamo a vivere, poi da poche settimane un cambiamento epocale nella politica italiana, mai così netto dall’inizio della nostra Repubblica, senza quasi un’ombra di tranquillità, lo riconosco magari egoistica, ma di un po’ di serenità. Perché in fondo la storia siamo noi, come nel 1985 Francesco De Gregori (Roma, 1951) poeta e cantautore, scrisse e cantò. Il tema del componimento, quasi una poesia, è…
La maggior parte di noi erano ragazzini nel 1962, ma un altro ragazzo, di 21 anni, in America si poneva tante domande, per lo più con una risposta semplice, diciamo ovvia, ma che non arrivava mai, forse, ascoltando bene il fruscio del vento la si sarebbe potuta percepire. Comunque una risposta valida, allora come oggi, era ed è: basta, fermate la guerra, pace! Quel ragazzo era ed è Bob Dylan, Robert Allen Zimmerman il suo vero nome e cognome, forse ripudiato, ma cambiato legalmente proprio nel 1962. Il brano da subito divenne il canto delle marce pacifiste e antimilitariste in…
Il 25 settembre, con i risultati delle elezioni politiche, forse si è tirata una linea, finale, sul PD, ma anche sul Partito Comunista. I risultati hanno detto della percentuale altissima dell’astensionismo, sfiducia o assenza dell’impegno civile, una larga vittoria del centrodestra. E allora torna alla memoria una canzone, in effetti un monologo, di Giorgio Gaber (1939-2003) pubblicata nel 1992, tipica di un genere da lui creato con altri artisti, soprattutto della scuola milanese, ovvero il “teatro canzone”. Forse ispirato dal fatto che all’inizio del 1991 al congresso di Rimini ci fu lo scioglimento del Pci, poi la Bolognina, dopo innumerevoli…
E ancora siamo contornati da guerre, non solo l’Ucraina, che per assurdo ci ha reso consapevoli, per la sua vicinanza, di quante ce ne sono nel mondo, più o meno vicine, legate ad appartenere a una razza, ancora questa parola!, a una religione, ad appartenere a una popolazione o ad un’altra, a una tribù, a vestirsi o meno in un certo modo…. Allora il pensiero va a cento e oltre anni fa, a una altra guerra, la Grande Guerra, come la chiamavano i nostri genitori. In quel contesto, che separò culturalmente l’Italia: da una parte chi voleva l’entrata in guerra,…
Ernesto Guevara de la Serna (1928-1967) era argentino. Più conosciuto con il nomignolo “Che”, per la abitudine degli argentini di intercalare le frasi con questa espressione, si usa nel parlato quotidiano per richiamare l’attenzione, per marcare una propria frase. Nel 1955 a Città del Messico, dove lavorava come allergologo, era laureato in medicina, incontrò Fidel Castro, che gli propose di unirsi al movimento rivoluzionario cubano in qualità di medico e da lì nacque tutto. La sua vita, i suoi viaggi in moto, una vecchia Norton chiamata “La Poderosa”, attraversando tutta l’America Latina, sono conosciuti da tutti, lì si formò il…
E ormai sono otto mesi di guerra, ce la raccontano in tutti i momenti, dalla televisione e dai giornali arrivano solo echi di bombe e devastazioni. E noi lì a guardare…questa della Ucraina…e tutte le altre? E allora ascoltiamo e riflettiamo su alcuni brani di storiche canzoni anti militariste e pacifiste, scritte e cantate da cinquanta anni ad oggi: Ancora una volta ci teniamo in disparte e guardiamo le famiglie crocifisse vediamo una ragazza madre dagli occhi assenti mentre guarda il suo debole bambino Giro il canale e un altro telegiornale che racconta, così semplicemente, come se non ci riguardasse…
E già sono passati sei mesi di guerra. Viviamo con la paura delle notizie che arrivano dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia ormai da settimane, situata in territorio ucraino ma sotto il controllo dei russi. La visita degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha lasciato sul posto due tecnici per monitorare la situazione, ha confermato che ci sarebbe stata una violazione di alcune norme di funzionamento e di manutenzione della stessa. Inoltre arrivano notizie di bombardamenti finalizzati a colpire la centrale da parte dell’esercito ucraino. Dall’inizio di settembre il nuovo Primo Ministro inglese è la conservatrice Liz Truss che, per…
L’Italia, dopo la disastrosa fine della seconda guerra mondiale, era una nazione semidistrutta e con una disoccupazione molto estesa. Gli italiani andarono via a cercare lavoro in Svizzera, Francia, Gran Bretagna, a parte Stati Uniti e Australia. La necessità di braccia umane, fame di lavoro e di condizioni di vita migliori fu la causa principale. Certamente con un treno era più semplice ed economico andare in nord Europa, come ad esempio in Belgio. Qui c’erano miniere di carbone e questo si dimostrò un combustibile indispensabile per la ricostruzione postbellica, ma la sua estrazione avveniva in impianti fatiscenti e pericolosi. D’altronde…
Forse questo argomento potrà non piacere, ma è un fatto storico che questa canzone, questa lettera accorata e malinconica, divenne in pochi anni l’inno dell’antimilitarismo e del pacifismo e di tutti i movimenti che seguirono. Joan Baez la fece diventare, in inglese ma anche nella versione originale francese, l’inno contro la guerra in Vietnam, poi tanti artisti la fecero loro, in adattamenti nelle varie lingue e in varie versioni in italiano: Serge Reggiani, Richard Anthony, Johnny Hallyday, Peter, Paul and Mary, in Italia è stata incisa da Ornella Vanoni, ancora da Serge Reggiani, da Ivano Fossati, Luca Barbarossa. Oggi, in…
Alle 11,02 del 19 luglio 1943, una bella giornata d’estate, come fosse in questa calda estate, aerei alleati scaricarono per tre ore 4000 bombe su Roma. L’obiettivo, per cercare di mettere definitivamente in ginocchio i tedeschi, erano gli scali ferroviari, essenzialmente merci, ma vennero colpiti i quartieri popolari Prenestino, Collatino, Tuscolano, Labicano, Nomentano e in particolare il Tiburtino nella zona di San Lorenzo, incluso il Cimitero Monumentale del Verano, sventrando centinaia di tombe e cappelle votive. Come sempre succede in guerra si ebbe tempo per fare propaganda contro il nemico, da parte degli invasori e oppressori , sporcando i resti…
