Autore: Anna Maria Zanettin

Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

La bellezza e la sostenibilità degli edifici sono due realtà complici da secoli, ma le trasformazioni politiche e sociali comportano radicali e necessari stravolgimenti del tessuto urbano per adeguarsi alle sempre diverse necessità dello sviluppo economico e demografico. I grattacieli, concepiti come tipo edilizio opportuno per la modernizzazione della città, costruiti alleando le aspirazioni di pubblici e privati in progetti innovativi, sono stati anche definiti “la perfetta metafora ed espressione architettonica degli errori del capitalismo” che prevede il primato dell’economia su tutto il resto. Dagli USA il grattacielo è stato esportato in tutto il pianeta per divenire il simbolo, più…

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L’Italia ha adottato il tipo edilizio del grattacielo in ritardo di qualche decennio rispetto al luogo storico di origine, gli Stati Uniti, dove ora è una presenza costante e in qualche modo necessaria e opprimente. Cito tra tutti, per non dimenticare, i primi timidi ma eccitanti progetti italiani: la Torre dei ristoranti di Mario Ridolfi del 1928, progetto presentato alla I° Esposizione italiana di architettura razionale, gli edifici sul litorale di Castelfusano di Adalberto Libera del 1933, la Torre Littoria a Torino (A. Melis de Villa e G. Bernocco, 1933, oggi restaurata e divenuta residenza di lusso) e la Torre Piacentini…

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In tutte le culture del passato la volontà di costruire cose grandiose si è manifestata con opere ambiziose che esaltavano forti valori simbolici in grandi espressioni artistiche. Ne abbiamo testimonianze nei meravigliosi templi di ogni religione, ne abbiamo fantastiche evidenze nelle Cattedrali, che, in se stesse o nel connubio chiesa-campanile, hanno sempre mostrato grandiosità, in un insieme di proporzioni armoniche guidate dalle ispirazioni artistiche e coniugate in una vastissima serie di significati simbolici (il dualismo femmina / maschio, la contrapposizione tra mondo interiore e mondo esteriore….). L’arte nelle sue varie espressioni ha in ogni tempo reso gloriose e immortali le…

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Roma si è costruita fin dall’origine in diversi insediamenti che si ergevano sui crinali dei colli. Cinque di essi emergono irregolarmente dove la campagna cede al Tevere, presso l’Isola Tiberina che ne ha sempre facilitato il guado, gli altri due si innalzano liberamente oltre il fiume. Non esiste in altro luogo al mondo un agglomerato di colli così caratteristico e così ben disposto per una conurbazione come questo. Dalla sua fondazione come città (secondo la leggenda nel 753 a.C.) ad oggi Roma ha preservato una sua indiscussa identità, immutabile ed inimitabile, che si è manifestata in un’Architettura versatile, di rigenerante…

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Nel suo articolarsi nello spazio, un edificio poggia a terra, si eleva e riceve la luce. Nel termine “poggiarsi” si sente il rapporto dell’edificio con la terra, nei termini “elevarsi” e “ricevere luce” si evidenziano i suoi rapporti con il cielo. La base salda la costruzione al terreno, ma in particolare l’edificio può poggiare nel terreno, sul terreno o sopra il terreno. L’essere nel terreno esprime un rapporto intimo con le forze della terra, e in genere è poco percepibile lo stacco dell’edificio dal suolo. L’essere sul terreno individua l’edificio come una cosa appoggiata ma in qualche modo “staccata” dal suolo.…

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Da bambini iniziamo subito a prendere coscienza dell’ambiente che ci circonda, impariamo in fretta ad orientarci nello spazio che ci accoglie più o meno benevolmente, e giorno per giorno sviluppiamo gli schemi percettivi che determineranno le nostre successive esperienze. Le nostre identità si plasmeranno sugli schemi che svilupperemo in un’interazione continua e complessa di vissuto in luoghi e cose che costruiranno e struttureranno la nostra esistenza. La nostra identificazione stessa è fatta di appartenenze a luoghi (“sono italiano…, newyorkese…, finlandese…”). Quindi cresciamo appartenendo a luoghi, o abitiamo. La parola “abitare” in inglese è dwell, termine che deriva dall’antico nordico dvelja…

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LUOGHI E ORIENTAMENTO Parte seconda C’è un momento in cui sentiamo che le onde increspate del mare, la foresta scura, un ghiacciaio inondato di sole, la solitudine del deserto al tramonto o una sterminata prateria hanno la meglio su di noi. Il paesaggio ci trasforma, e noi lo trasformiamo, perché è sempre attraverso il nostro approccio culturale che ci confrontiamo con la natura.  E il nostro rapporto col paesaggio è molto complesso, non si riduce mai ad un solo compiaciuto abbandono o ad uno stupore timoroso. La Convenzione Europea del paesaggio recita “il Paesaggio non è un fenomeno puramente oggettivo…

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Louis Isadore Kahn (alla nascita Itze-Leib Schmuilowsky,1901-1974) definiva gli edifici “società di stanze”, le strade “stanze di intesa” tra le parti e le città “un’assemblea di luoghi investita della responsabilità di mantenere il senso di una forma di vita”.  E tutto questo profondamente connesso ad un paesaggio dove la luce investe i luoghi e ne evidenzia le particolarità. Proprio il modo stesso con cui i luoghi sono investiti dalla luce si è sempre rivelato e si rivela di fondamentale importanza per determinare la forma degli edifici e per creare i luoghi giusti e adatti a vivere nelle complessità e nelle…

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Dire che ammiriamo un’opera architettonica significa dichiarare che ritroviamo in essa i valori che apprezziamo, rilevare che nei suoi materiali, nelle sue forme o nei suoi colori ritroviamo qualità positive come la delicatezza, la forza, l’integrità, l’eleganza, l’intelligenza …. Dire che un’opera è bella significa dunque individuarvi un’interpretazione dei nostri ideali individuali. Se consideriamo la nostra casa, il rifugio dei nostri stati mentali, non possiamo non renderci conto che noi entriamo in simbiosi con i suoi ambienti, e con le varie stanze stabiliamo relazioni e forti legami, la personalizziamo arredandola e ampliandola nel tempo seguendo gusti personali e crescite individuali.…

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Nel nostro modo di guardare gli edifici, in modo del tutto naturale ma il più delle volte incosciente, senza rendercene conto, impostiamo direttrici di visuale e allineamenti, creiamo sensazioni di dominio sullo spazio, e quindi illusioni di dominio sul futuro.  La Storia dell’Arte e la Storia dell’Architettura ci parlano spesso anche di vittime, delle case e dei monumenti che col tempo divergono dai nostri ideali e si trasformano in oggetti non più amati, che dovranno essere sostituiti dai nuovi elementi del nostro spettro del gusto, da nuovi stili dettati dalle nuove esigenze di cui prima non sentivamo la necessità. Se…

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