Autore: Guido Bassi

Bolognese, 70 anni, dal 1978 residente a Roma. Prima segretario nazionale ANIEM-CONFAPI, l’associazione edili di quella confederazione, quindi funzionario di vendita e formatore in campo editoriale. Per la Hachette fino al 1990, per la Treccani (agenzia per il Lazio) dopo. Laureato in giurisprudenza a Bologna. Sposato, due figli. Giovanili trascorsi studenteschi da critico cinematografico.

Sapevamo che non si può mai star tranquilli. Ma chi l’avrebbe mai immaginato, signora mia, che a quattro giorni dalle votazioni per l’elezione del Presidente, sarebbe uscito in tutte le biblio-video-media-teche italiane un film rumeno, segnalato dalla critica cinematografica italiana (e te pareva!), in cui l’iniqua parola “bunga-bunga” risuona, forte e chiara, fuori da una scuola nel processo farsa intentato da un pugno di scioperati (padri, madri e altri nullafacenti in stellette, orfani di cantieri) ad un’insegnante colpevole di un’ingenua, privatissima fesseria porno? Sta a vedere che adesso un film sbaraccato dai cinema in due settimane, finora presente solo su…

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Il biennio breve. Si conclude un anno iniziato in primavera, per quanto riguarda le sale, e in autunno per le produzioni e le uscite più importanti; il 2020 aveva conosciuto solo l’estate e uno scampolo d’inverno.  Ora che la situazione si sta lentamente stabilizzando, escono uno dopo l’altro i film più attesi di questi due anni, fra cui quelli di alcuni classici contemporanei. Preceduti da “The french dispatch” di Wes Anderson e dai vincitori di Cannes e di Venezia, usciranno a giorni, fra gli altri, “Un eroe” di Asghar Farhadi e “Licorice pizza” di Paul Thomas Anderson. Piano piano, la…

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“Lungo i giardini consacrati al pianto / Si festeggiano i morti”. Una delle espressioni più serene, toccanti e felici del novembrino paradosso di Francesco Guccini, è in un bellissimo film in sala in questi giorni: “Madres paralelas” di Pedro Almodovar. “Madres paralelas” è il primo film di Almodovar sulla memoria storica spagnola. Un tema che solo lui poteva affrontare così, interpellando senza sussiego testa e pancia. I suoi protagonisti sono due teste, due cuori, due pance. E la nascita di una nazione. Per questo “Madres paralelas” è la migliore introduzione possibile alla storia, più personale, che mi premeva raccontare. Di…

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“Il collezionista di carte”, di Paul Schrader, è un bel film, teso ed emozionante, con un picco stupendo e fortissimo e un finale che sembra contraddirlo. Forse c’è un “bug” – magari piccolo, ma mi ha fatto effetto – al fondo della rigorosa architettura morale del calvinista (o ex calvinista, le fonti divergono) regista-sceneggiatore, e proverò a dirne. Lo stesso baco, nell’inconfrontabilità delle vicende narrate, che troviamo in “Tre piani”, il film, molto meno riuscito, con cui Nanni Moretti sembra fare a botte con le sue pellicole precedenti. Spostandosi dal centro della scena per “far vedere il film” (“spostati da…

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Fra i film di Woody Allen ce n’è uno doppio. Si chiama “Settembre” (1987) ed è il sedicesimo della lista. La copia definitiva, già pronta per l’uscita, non era piaciuta a Woody, il quale pensò bene di ripartire da zero: stesse scene e nuovo cast. Oggi quella prima copia, in cui Maureen O’Sullivan, madre di Mia Farrow, interpretava il ruolo della madre di sua figlia (problemi di salute le avrebbero impedito di essere della partita nel secondo giro di riprese) non esiste più. Ma la lunga fase di lavorazione non ha evitato a “September” quella patina da esercizio di stile,…

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I Debbo a un mio capo, nei primi anni romani, la conoscenza di un libro oggi di difficile reperibilità: “Roma Romagnola”, di Armando Ravaglioli. Nato a Rocca San Casciano alla fine della prima guerra mondiale, trasferitosi a Roma dopo la seconda come giornalista negli uffici stampa della politica, Ravaglioli sarebbe diventato uno dei più attivi divulgatori della storia di Roma, con decine di pubblicazioni fra cui questo repertorio di storie, nomi e facce della lunga, turbinosa attrazione fra i due capi del Tevere. Si va dall’antichità plautina alla “marcia su Roma” di Cesare (la prima, altre ne sarebbero seguite), rievocata…

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Se n’è andata anche Clare Peploe, la regista e sceneggiatrice moglie di Bernardo Bertolucci. A un anno e mezzo dalla morte del regista parmigiano, di questa grande famiglia del nostro novecento rimangono il fratello minore di Clare, Mark – lo sceneggiatore che con Bernardo aveva condiviso l’Oscar per “L’ultimo imperatore” – e la moglie di Giuseppe, Lucilla Albano, docente di interpretazione e critica del cinema a Roma Tre. Rewind. LONDRA, 1966. “C’era un party in un seminterrato di Cheyne Walk a Chelsea. Sia io che mia sorella, così come gran parte dei giovani presenti, eravamo lì in qualità di esemplari…

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Inizia l’estate, nel segno dei campionati europei di calcio. Parliamone, di calcio, anche in questa rubrica. Di calcio e cinema, va da sé. Ma anche d’altro. Ad esempio di un cinema che parli di sport senza inseguire (vanamente, troppo grande è il gap tecnologico) la televisione. Quindici anni fa un film meraviglioso – si chiamava “OFFSIDE” – segnò una traccia anticipatrice. Però prima… Un passo indietro. Si chiama “Va’ pensiero” ed è un prototipo quello che il 13 settembre del 1987, prima giornata di campionato, inaugura la domenica pomeriggio della nuova Rai Tre di Angelo Guglielmi. Idea di un geniale…

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Riaprono i cinema, prudentemente, un po’ alla volta. Come i gatti quando passata è la tempesta (e gli augelli fan festa). Oscar e i suoi fratelli chiudono un anno e ne aprono un altro. Polemichette. Una polemica di quelle frequenti sui siti web che raccolgono gli appassionati di cinema, ha animato per qualche giorno la rubrica delle lettere al direttore di “Repubblica”, curata da Francesco Merlo. «Perché i critici cinematografici non scrivono mai la verità?», esordisce una lettrice che a più di uno è parsa un’alter ego del curatore. Si riferisce a “Nomadland”, ultimo Leone d’oro a Venezia e recente…

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Questo articolo, pensato prima che se ne andasse, ne è divenuto un ricordo. Si chiamava Giuseppe “Pino” Palazzolo e con sua moglie Patrizia Salvatori aveva fondato e retto fino all’ottobre scorso una piccola vivace iniziativa culturale romana: il cineclub Alphaville, che dopo la chiusura dell’Azzurro Scipioni di Silvano Agosti (ma l’ultima – ottima – notizia è che riaprirà, per impulso dei Ragazzi del Cinema America e di BNL) rimane una delle ultime espressioni di resilienza al progressivo azzeramento di questa forma associativa, dopo il fervore degli anni ’60 e ’70 e la coda a scomparire giunta fino alle soglie della…

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